Calcolo IMU TASI MINI IMU

Calcolo IMU, TASI e MINI IMU 2014

Calcolo Imu Tasi Puoi effettuare il calcolo IMU e il calcolo TASI note la rendita e la categoria catastale dell’immobile, secondo i criteri stabiliti dal d.l. n. 201/2001. Il calcolatore determina anche la MINI IMU dovuta a gennaio 2014.

Calcolo IMU (2013 - 2014), TASI e Mini IMU

‰ (correggi se nel tuo comune è diversa)
‰  (correggi se nel tuo comune è diversa)

Con l’approvazione della Legge di stabilità 2014 (legge 27.12.2013 n. 147, S.O. n. 87 alla G.U. n. 302), entra in vigore il riordino della tassazione immobiliare viene quindi istituita l’Imposta Unica Comunale (IUC) (art.1 comma 639), basata su due presupposti impositivi: uno collegato all’erogazione e alla fruizione di servizi comunali, e l’altro di natura patrimoniale. La IUC è costituita da:
IMU - l’imposta municipale propria, di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali;
TASI - tassa per i servizi indivisibili, a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile;
TARI - tassa sui rifiuti, destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore.

Il calcolatore dell’ IMU e della TASI sviluppa quattro risultati:

  1. IMU 2014 secondo le modifiche apportate all’art. 13 del D.L. n. 201/2011 dalla Finanziaria 2014 (Legge di Stabilità n. 147/2013).
  2. IMU 2013 ovvero l’imposta da pagare secondo le norme precedentemente vigenti.
  3. Cosiddetta MINI-IMU ovvero imposta a conguaglio da versare entro gennaio 2014, a seguito della sospensione dell’IMU sulla prima casa.
  4. TASI tassa servizi indivisibili, con ripartizione proprietario/detentore.

Il sistema di calcolo IMU - TASI applica le seguenti variabili:

  1. Aliquota per la prima casa 4 per mille (0,4%) (da adeguare manualmente in base a quella vigente nel proprio comune)
  2. Aliquota per la seconda casa 7,6 per mille (0,76%);(da adeguare manualmente in base a quella vigente nel proprio comune)
  3. Aliquota TASI 1 per mille (da adeguare manualmente in base a quella vigente nel proprio comune)
  4. Aliquota ridotta al 2 per mille (0,2%) per i fabbricati rurali ad uso strumentale
  5. Rivalutazione della rendita catastale del 5% e del reddito dominicale del 25%
  6. Detrazione base di € 200,00 per la prima casa e relativi adeguamenti
  7. Detrazione di € 50,00 per ogni figlio di età fino a 26 anni convivente nella prima casa fino al massimo di € 400,00 (valevole solo per gli anni 2012- 2013)
  8. Applicazione dei seguenti moltiplicatori, in funzione della categoria catastale:
    - categoria A, C/2, C/6, C/7 moltiplicatore 160
    - categoria. B, C/3, C/4, C/5 moltiplicatore 140
    - categoria A/10, D/5 moltiplicatore 80
    - categoria D moltiplicatore 65
    - categoria C/1 moltiplicatore 55
    - terreni agricoli moltiplicatore 110 per coltivatori diretti 135 per non coltivatori

Calcolo della TASI

Il presupposto impositivo della TASI è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, ivi compresa l’abitazione principale, di aree scoperte nonché di quelle edificabili, a qualsiasi uso adibiti, ad eccezione dei terreni agricoli (commi 669 e 671).
La base imponibile è quella prevista per l’applicazione dell’IMU (comma 675). L’aliquota di base della TASI è pari all’1 per mille. Il comune può ridurre l’aliquota fino all’azzeramento (comma 676) ma può anche elevare l’aliquota, rispettando in ogni caso il vincolo in base al quale la somma delle aliquote della TASI e dell’IMU non deve superare l’aliquota massima consentita per l’IMU (fissata al 10,6 per mille al 31 dicembre 2013).
Per il 2014, l’aliquota massima della TASI non può eccedere il 2,5 per mille (comma 677).
Per lo stesso anno 2014, nella determinazione delle aliquote TASI possono essere superati i limiti stabiliti nel primo e nel secondo periodo, per un ammontare complessivamente non superiore allo 0,8 per mille a condizione che siano finanziate, relativamente alle abitazioni principali e alle unità immobiliari ad esse equiparate di cui all’ articolo 13, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 detrazioni d’imposta o altre misure, tali da generare effetti sul carico di imposta TASI equivalenti o inferiori a quelli determinatisi con riferimento all’IMU relativamente alla stessa tipologia di immobili, anche tenendo conto di quanto previsto dall’articolo 13 del citato decreto-legge n. 201, del 2011 .
Ne deriva che nel 2014, per le prime case l’aliquota TASI potrà salire fino a un massimo del 3,3 per mille (2,5 + 0,8) mentre per le seconde case si potrà arrivare all’11,4 per mille complessivo (10,6 + 0,8).
Su seconde case e tutti gli altri fabbricati - uffici, negozi, capannoni e così via - si pagano sia l’Imu che la Tasi.
Nel caso in cui l’immobile è occupato da un soggetto diverso dal possessore o dal proprietario, l’occupante versa la TASI nella misura, stabilita dal comune, compresa fra il 10 e il 30% dell’ammontare complessivo della TASI. La restante parte, tra il 90 ed il 70% è corrisposta dal possessore o proprietario (comma 681).

Calcolo dell’IMU

Questo strumento permette di effettuare il calcolo dell’IMU, imposta sugli immobili, prevista dall’art. 13 del Decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201 cd. Decreto Monti o Salva Italia - note la rendita e la categoria catastale dell’immobile. L’IMU è stata introdotta nell’ambito della legislazione attuativa del federalismo fiscale con il d.lgs. n. 23 del 14 marzo 2011 (artt. 7, 8 e 9 che ne stabiliva la vigenza dal 2014 per gli immobili diversi dall’abitazione principale, art. 8, comma 2°). Il Governo Monti, con decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011 (noto come Salva Italia), ha modificato la natura dell’imposta rendendola di fatto un’ICI sulle abitazioni principali e ne ha anticipato l’introduzione, in via sperimentale, al 2012.

La legge di Stabilità ha conservato la previgente dell’IMU (Imposta municipale propria) salvo apportare modifiche alla norma istitutiva (articolo 13 del decreto-legge n. 201 del 2011 (comma 707) ed abrogare l’IMU relativamente ai fabbricati rurali ad uso strumentale.
In sintesi queste le caratteristiche principali della disciplina dell’IMU attese le modifiche previste per il 2014.
L’IMU sull’abitazione principale (cd. prima casa) non di pregio (cat. da A/2 ad A//) non è più dovuta ad eccezione delle abitazioni appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (immobili di pregio, ville e castelli) per le quali resta valida la sola detrazione di € 200, da ripartirsi tra i vari aventi diritto se più di uno.
La "detrazione figli" per la prima casa (50 euro per ciascun figlo residente fino a 26 anni) non è più applicabile, in quanto già in origine prevista solo per gli anni 2012 – 2013.
Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. É esclusa l’IMU anche sulle pertinenze dell’abitazione principale esclusivamente classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7 e nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate.
L’aliquota di base dell’IMU è pari allo 7,6 per mille (0,76%). I comuni possono modificare, in aumento o in diminuzione, l’aliquota di base fino a 0,3 punti percentuali ovvero fino al 10,6 per mille (10,6%)
L’aliquota IMU è ridotta al 4 per mille (0,4%) per l’abitazione principale e per le relative pertinenze. I comuni possono modificare, in aumento o in diminuzione, detta aliquota sino a 0,2 punti percentuali ovvero fino al 6 per mille (0,6%).
L’aliquota è ridotta al 2 per mille (0,2%) per i fabbricati rurali ad uso strumentale I comuni possono ridurre la suddetta aliquota fino allo 0,1%.
Sono esenti dal pagamento dell’IMU anche i seguenti immobili:
a) unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
b) fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008;
c) casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
d) unico immobile posseduto, e non concesso in locazione, dal personale appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
I Comuni possono a loro discrezione considerare come prima casa ai fini IMU i seguenti immobili:
- l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto, purché non locata, da anziani o disabili residenti permanentemente in istituti di ricovero,?
- l’unità immobiliare (non locata) posseduta dai cittadini italiani residenti all’estero a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia,?
- l’unità immobiliare concessa in comodato come prima casa ai parenti in linea retta entro il primo grado;
In questo caso l’esenzione prima casa vale entro un limite massimo della rendita catastale pari a 500 euro, oppure senza alcun limite se il comodatario ha un reddito ISEE fino a 15.000 euro annui.

Per maggiori chiarimenti sul calcolo dell’IMU è possibile consultare la circolare ministeriale n. 3/DF del 18 maggio 2012.
I codici tributo per il versamento dell’imposta con modello F24 sono contenuti nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 35/E.

Risorse di calcolo correlate:

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