Sull’accertamento tecnico preventivo ex art. 696 c.p.c.

Cassazione civile, sez. II, 6 febbraio 2008, n. 2800

La S.C. puntualizza in merito al valore probatorio dell’accertamento tecnico disposto ex art. 696 c.p.c. per mezzo del quale, in caso di urgenza e prima del giudizio, si richiede la verifica dello stato di luoghi o la qualità o la condizione di cose.
«[...] se è pur vero che l’accertamento tecnico preventivo non è un mezzo di prova, essendo finalizzato principalmente a “far verificare, prima del giudizio, lo stato dei luoghi o la qualità o la condizione di cose”, che, suscettibili di mutamenti o alterazioni nel tempo, vanno accertati e documentati per essere portati poi alla cognizione del giudice prima che ciò possa accadere, per consentirgli di decidere sulla base delle prospettazioni e deduzioni fatte con riferimento a quelle condizioni ed a quello stato, è altrettanto vero che dagli accertamenti e rilievi compiuti in fase preventiva il giudice può trarre utili elementi che, apprezzati e valutati unitamente e nel contesto delle altre risultanze processuali, possono concorrere a fondare il suo convincimento in ordine alla fondatezza dell’uno o dell’altro assunto».