L’annullamento della nomina degli amministratori non comporta automatica nullità delle delibere dell’assemblea dei soci da essi convocata.

Cassazione civile, sez. I, 30 maggio 2008, n. 14554

L’annullamento della nomina degli amministratori non comporta automatica nullità delle delibere dell’assemblea dei soci da essi convocata.

Riferimenti

L’annullamento della nomina degli amministratori non comporta automatica nullità delle delibere dell’assemblea dei soci da essi convocata o delle delibere del CdA stesso.

L’annullamento di una delibera assembleare che costituisca il presupposto di delibere successive ovvero di situazioni ed atti successivi “dipendenti”, non determina l’automatico travolgimento di tali atti, trattandosi di verificare di volta in volta (alla stregua delle “sanzioni” e delle modalità procedimentali per farle valere previste dall’ordinamento giuridico con riguardo al vizio o alla mancanza di un determinato elemento della fattispecie) se la mancanza o l’eliminazione degli effetti della delibera pregiudiziale invalida siano realmente tali da determinare la caducazione della delibera o dell’atto dipendenti.

Così l’annullamento della delibera di nomina degli amministratori – che non comporta di per sè l’assenza del Consiglio di Amministrazione ma solamente la sua composizione parzialmente irregolare – rispetto alle successive delibere dell’assemblea convocata da quegli stessi amministratori o rispetto alle delibere del CdA (o, nel caso di nomina dei sindaci, per le delibere del collegio sindacale) non si traducono nell’automatico travolgimento di tali atti.
Relativamente alle delibere assembleari dei soci, il vizio di convocazione dipendente dalla illegittima composizione dell’organo che convochi l’assemblea stessa può dare origine unicamente ad un vizio di annullabilità (cfr. Cass. Civ. 9364/2003), rilevabile nel termine di tre mesi (secondo la previsione dell’art. 2377 cod. civ., nel testo vigente prima della riforma) o di 90 giorni (secondo la previsione dell’art. 2377 cod. civ. nuovo testo, applicabile retroattivamente anche alle deliberazioni assunte anteriormente al 1 gennaio 2004 ai sensi dell’art. 223 sexies delle norme di attuazione e transitorie del D.Lgs. n. 6 del 2003).
Con riferimento alle delibere del Consiglio di Amministrazione, se e nei limiti in cui riguardo ad esse possa configurarsi possibilità di impugnativa da parte dei soci, l’irregolare composizione dell’organo non determina un’ipotesi di nullità, ma solo di annullabilità (cfr. Cass. Civ. 15786/2000; 14799/2000).

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