Il diritto di servitù a favore del fondo dominante è indivisibile e tale effetto si determina ex lege

Cassazione civile, sez. II, 31 gennaio 2006, n. 2168

Il diritto di servitù a favore del fondo dominante è indivisibile e tale effetto si determina ex lege

Riferimenti

«Il principio della c.d. “indivisibilità” delle servitù, dettato dall’art. 1071 cod. civ., comporta, per l’ipotesi di frazionamento del fondo dominante contemplata dal comma 1, la permanenza del diritto salve le ipotesi […] di aggravamento della condizione del fondo servente a favore di ciascuna delle porzioni del fondo dominante.

Tale effetto si determina ex lege e, pertanto, non richiede
, come è stato evidenziato dalla giurisprudenza di questa Corte (v., in particolare, Sez. 2^, 13/06/1995 n. 6680, conf. n. 5686/1985), alcuna espressa menzione negli atti traslativi attraverso i quali si realizza la divisione del fondo dominante; sicché, nel silenzio delle parti, in assenza di espresse clausole escludenti o limitanti il diritto reale in questione, lo stesso continua a gravare sul fondo servente, nella medesima precedente consistenza, a favore di ciascuna di quelle già componenti l’originario unico fondo dominante, ancora considerato alla stregua di un unicum ai fini dell’esercizio della servitù, ancorché le singole parti appartengano a diversi proprietari ed a nulla rilevando se alcune di queste, per effetto del frazionamento operato, vengano a trovarsi in posizione di non immediata contiguità con il fondo servente (in tal senso v. la recente Cass. 2^, 2973/2005)».

Art. 1071 cod. civ.
Se il fondo dominante viene diviso, la servitù è dovuta a ciascuna porzione, senza che però si renda più gravosa la condizione del fondo servente.
Se il fondo servente viene diviso e la servitù ricade su una parte determinata del fondo stesso, le altre parti sono liberate.

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Tags: Servitù