Partecipazione dell’indagato all’udienza davanti al tribunale del riesame

Cassazione penale, sez. I, 6 ottobre 2015, n. 49882

Partecipazione dell’indagato all’udienza davanti al tribunale del riesame

Riferimenti

L’indagato può partecipare all’udienza davanti al tribunale della libertà solo se ne ha fatto richiesta nell’istanza di riesame.

L’indagato in stato di restrizione della libertà personale il quale intende partecipare all’udienza davanti al tribunale della libertà deve farne richiesta contestualmente all’istanza di riesame.
la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 49882/2015, ha affermato che il combinato disposto dei commi 6 e 8-bis del novellato art. 309 c.p.p. va interpretato nel senso che il soggetto detenuto (per via del provvedimento cautelare impugnato o per altra causa) o internato, o comunque sottoposto ad altra misura privativa o limitativa della libertà personale, il quale in tenda, anche per il tramite del suo difensore, esercitare il diritto di comparire personalmente all’udienza camerale, deve averne fatto richiesta nell’istanza di riesame.
Nel procedimento di riesame avverso provvedimenti impositivi di misure cautelari personali, per effetto della modifica dei commi 6 e 8-bis dell’art. 309 c.p.p., operata dalla l. 16 aprile 2015, n. 47, il soggetto sottoposto a misura privativa o limitativa della libertà personale può esercitare il diritto di comparire personalmente all’udienza camerale solo se ne ha fatto richiesta, anche per il tramite del difensore, nell’istanza di riesame, mentre non sono più applicabili le disposizioni di cui agli artt. 127, comma 3, c.p.p. e 101 disp. att. c.p.p., che prevedono il diritto dell’interessato detenuto o internato fuori dal circondario ad essere sentito dal magistrato di sorveglianza.

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