Il risarcimento da parte dell’assicurazione non determina l’estinzione del reato ex art. 35 d.lgs. 274/2000 se l’imputato si oppone.

Cassazione penale, sez. IV, 2 aprile 2008, n. 20014

Il risarcimento da parte dell’assicurazione non determina l’estinzione del reato ex art. 35 d.lgs. 274/2000 se l’imputato si oppone.

Riferimenti

In materia di lesioni personali colpose conseguenti ad un sinistro stradale la Corte ha escluso che il Giudice di Pace possa dichiarare l’estinzione del reato ai sensi dell’art. 35 del d. lgs. n. 274 del 2000 quando il risarcimento del danno sia dovuto all’autonomo intervento della compagnia assicuratrice dell’imputato ed in presenza dell’opposizione di quest’ultimo, intenzionato ad affrontare invece il procedimento penale nel merito al fine di dimostrare la propria innocenza.
La tesi interpretativa privilegiata dal Collegio deriva da una lettura sinottica degli artt. 469 c.p.p. e 35 del d.lgs. n. 274 del 2000. La disposizione prevista e disciplinata dall’art. 35 del d.lgs. n. 274 del 2000, rientra tra le cause di estinzione del reato: “estinzione del reato conseguente a condotte riparatorie”. La disposizione generale di cui all’art. 469 c.p.p. prevede che il proscioglimento dell’imputato, prima del dibattimento, anche per cause di estinzione del reato, è possibile, oltre che previa audizione del pubblico ministero e dell’imputato, solo a condizione che questi non si oppongano. Ne deriva quindi che l’opposizione dell’imputato rende inapplicabile la disposizione di cui all’art. 35 del richiamato decreto legislativo.
In ogni caso la compagnia di assicurazione con la sua condotta risarcitoria realizza il mero adempimento di un obbligo contrattuale, e tale comportamento non può essere unilateralmente impedito dall’assicurato, trattandosi di una libera scelta di convenienza all’esito delle opportune valutazioni – su un piano esclusivamente civilistico – circa la opportunità di affrontare un giudizio che comporterebbe rischio di soccombenza con conseguente aggravio di spese.

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