Il pedaggio autostradale deve sempre porsi come corrispettivo commisurato all’utilizzo dell’infrastruttura.

TAR Lazio Roma, sez. I, 29 luglio 2010, n. 3545

Calcolo pedaggio autostradaleIl TAR del Lazio, con l’ordinanza in commento, ha sospeso cautelarmente il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25.6.2010, con il quale sono state individuate, ai sensi dell’art. 15 del DL 31.5.2010 n. 78, le stazioni di esazione relative alle autostrade a pedaggio assentite in concessione, che si interconnettono con le autostrade ed i raccordi autostradali in gestione diretta dell’ANAS.
Il Collegio ha osservato che il pedaggio autostradale non si caratterizza come misura fiscale e, pertanto, esso non può essere imposto e/o elevato a prescindere dall’offerta del servizio.
Tale regola non sarebbe stata rispettata in alcune delle ipotesi evidenziate, vale a dire in tutte quelle che prevedono il pagamento del pedaggio in relazione ad uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione dell’infrastruttura; inoltre, il provvedimento oggetto di impugnativa presenterebbe un ulteriore profilo di illegittimità connesso all’esazione indiscriminata del pedaggio, sulle reti stradali interessate, a prescindere dalle distanze percorribili dagli utenti.
Preliminarmente, il TAR ha presupposto la legittimazione attiva delle Province ricorrenti, con il rilievo che la Provincia è Ente esponenziale degli interessi riferibili alla collettività dei residenti sul suo territorio e può quindi avversare provvedimenti amministrativi, qual è quello in esame, aventi effetti pregiudizievoli sul territorio stesso e sulla sua popolazione.

Sentenza integrale: TAR Lazio Roma, sez. I, 29 luglio 2010, n. 3545

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