La delibera di aumento del capitale sociale che violi il diritto di opzione del socio è soggetta a mera annullabilità.

Cassazione civile, sez. I, 20 gennaio 2011, n. 1361

Diritto opzione aumento capitale annullabilitaLe deliberazioni assembleari di società per azioni sono soggette ad un peculiare regime di invalidtà che differisce da quello previsto in generale per gli atti negoziali ed infatti, a norma dell’art. 2377 c.c., le decisioni dell’assemblea contrarie a prescrizioni di legge o a disposizioni dello statuto sociale si prestano ad essere impugnate dai soci assenti, dissenzienti od astenuti, dagli amministratori, dal consiglio di sorveglianza e dal collegio sindacale ed entro i termini di decadenza fissati dal medesimo articolo mentre è solo in presenza di una delle situazioni tassativamente indicate dal successivo art. 2379 (illiceità od impossibilità dell’oggetto sociale) che la deliberazione può essere considerata radicalmente nulla.
Tanto presupposto va evidentemente escluso che possa parlarsi di nullità della delibera di aumento del capitale sociale per pretesa violazione del diritto di opzione spettante ai soci, giacché tale diritto è tutelato dalla legge solo in funzione dell’interesse individuale dei soci ed il contrasto con norme, anche cogenti, rivolte alla tutela dell’interesse dei singoli soci determina un’ipotesi di semplice annullabilità e non già di nullità della deliberazione.

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