La normativa antisismica si applica a tutte le costruzioni che possono interessare la pubblica incolumità non solo a quelle in cemento armato.

Cassazione penale, sez. III, 15 aprile 2011, n. 15412

Normativa antisismica costruzioni pubblica incolumitaLa previsione di cui all’art. 93 del T.U. dell’edilizia (D.Lgs. n. 380/2001) per cui chiunque intenda procedere a costruzioni, riparazioni e sopraelevazioni in zona sismica, deve farne denuncia all’organo competente con comunicazione alla quale deve essere allegato il progetto firmato da un tecnico autorizzato e dal direttore dei lavori, si applica a tutte le costruzioni la cui sicurezza possa interessare la pubblica incolumità, anche quando si impiegano elementi strutturali meno solidi e duraturi rispetto alla muratura ed al cemento armato.
Non rilevano infatti la natura dei materiali usati e delle strutture realizzate né il carattere precario della costruzione, stante l’esigenza di massimo rigore nelle zone dichiarate sismiche, che rende necessari i controlli e le cautele prescritte anche quando si impiegano elementi strutturali meno solidi e duraturi rispetto alla muratura ed al cemento armato (vedi Cass., Sez. III, 24.10 2001, n 38142).
Nella specie è stata confermata la sanzione penale irrogata ai sensi dell’art. 95 del T.U. edilizia per violazione delle prescrizioni dell’art. 93 a fronte di una realizzazione, in zona sismica, nelle aree pertinenziali di un ristorante con annessa piscina di un “gazebo” in legno di mt. 18,5 x 9,5 avente altezza di mt. 3,5e due “acquascivoli” in struttura metallica con base di calcestruzzo senza darne preavviso scritto all’autorità competente e senza depositare previamente i relativi progetti.

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