RD 399 1929 Disposizioni relative ai libri fondiari nei territori delle nuove province.

Regio Decreto 28 marzo 1929, n. 499

(Gazz. Uff., 18 aprile 1929, n. 91)

RD 399 1929 Disposizioni relative ai libri fondiari nei territori delle nuove province.

Riferimenti

Regio Decreto 28 marzo 1929, n. 499 – Disposizioni relative ai libri fondiari nei territori delle nuove province.

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI SULLA PUBBLICITÀ DEI DIRITTI IMMOBILIARI

Art. 1 .
I libri fondiari, conservati in vigore in forza dell’art. 2 del regio decreto 4 novembre 1928, n. 2325, sono regolati dalla legge generale 25 luglio 1871, B.L.I., n. 95 nel nuovo testo allegato al presente decreto, firmato, d’ordine nostro, dal ministro della giustizia e degli affari di culto. La detta legge si applicherà anche nei territori annessi con il regio decreto-legge 22 febbraio 1924, n. 211.
Sono inoltre conservati in vigore nei territori annessi tutte le altre leggi e regolamenti sui libri fondiari e ferroviari, in quanto compatibili col presente decreto, e col nuovo testo della legge 25 luglio 1871, B.L.I., n. 95.
Nei comuni in cui mancano i libri fondiari rimane temporaneamente in vigore, fino alla istituzione o ricostituzione dei libri stessi, il sistema di archiviazione ora esistente.

Art. 2 .
A modificazione di quanto è disposto dal codice civile italiano, il diritto di proprietà e gli altri diritti reali sui beni immobili non si acquistano per atto tra vivi se non con la iscrizione del diritto nel libro fondiario.
Parimenti non hanno alcune effetto la modificazione o l’estinzione per atto tra vivi dei diritti suddetti senza la relativa iscrizione o cancellazione.
I diritti e gli obblighi iscritti nei libri fondiari non si estinguono con la confusione fino a che non siano cancellati.

Art. 3 .
Chi acquista a titolo di successione ereditaria o di legato la proprietà o un altro diritto reale su beni immobili non può farne iscrivere il trasferimento a suo nome nel libro fondiario, se non mediante presentazione al giudice tavolare del certificato di eredità o di legato rilasciato dalla competente autorità giudiziaria, a sensi delle norme contenute nel seguente titolo.
Nessun diritto può essere iscritto nei libri fondiari a carico di chi abbia acquistato, a titolo di eredità o di legato, la proprietà o altro diritto reale su beni immobili, se il diritto di costui non sia stato a sua volta iscritto, in conformità del comma precedente.

Art. 4 .
Fermo restando il disposto dell’articolo 1350, n. 11) del codice civile, non può essere iscritto alcun diritto sui beni assegnati ad un condividente se la divisione non sia stata iscritta nel libro fondiario (1).
(1) Articolo sostituito dall’articolo 1 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 5 .
Chi pretende di avere acquistato la proprietà o un altro diritto reale su beni immobili per usucapione o per altro modo di acquisto originario, può ottenerne l’iscrizione nel libro fondiario sulla base di una sentenza passata in giudicato che gli riconosca il diritto stesso (1).
Chi pretende di avere conseguito per prescrizione la liberazione di un immobile o di un altro diritto reale da un vincolo iscritto nel libro fondiario può ottenerne la cancellazione sulla base di una sentenza passata in giudicato che riconosca l’estinzione del vincolo.
Restano però salvi in ogni caso i diritti dei terzi acquistati sulla fede del libro fondiario anteriormente all’iscrizione o cancellazione, o all’annotazione della domanda giudiziale diretta ad ottenere l’iscrizione o la cancellazione.
(1) Comma sostituito dall’articolo 2 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 6 .
Se lo stesso immobile è stato successivamente alienato a più persone, ne acquista la proprietà chi prima ha domandato l’iscrizione nel libro fondiario.
Agli effetti dell’esercizio dell’azione di rivendicazione della proprietà o di altri diritti reali, colui al cui nome sia iscritto un diritto nel libro fondiario, si presume, fino a prova contraria, titolare del diritto stesso di fronte a chiunque opponga un diritto non iscritto.

Art. 7 .
L’opponibilità ai terzi delle cause di invalidità o inefficacia di una intavolazione, sulla quale siano stati conseguiti ulteriori diritti tavolari, è regolata dagli articoli 61 e seguenti della legge generale sui libri fondiari.
Non sono perciò applicabili, in quanto si riferiscano a tali diritti, le disposizioni del codice civile incompatibili con dette norme, e in particolare gli articoli 534, 561, 563, 1445 e 2652, salvo quanto è disposto dall’articolo 20 della legge generale sui libri fondiari circa l’annotazione delle domande di impugnativa (1).
(1) Articolo sostituito dall’articolo 3 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 8 .
Quando, a tenore della legge generale sui libri fondiari, la sentenza che accoglie una domanda di impugnativa non produce effetti in danno dei terzi acquirenti, la responsabilità del dante causa per la mancata restituzione dell’immobile è regolata dalle norme del codice civile.
Si applicano altresì le norme del codice civile relative alla restituzione dei frutti e al rimborso delle spese e dei miglioramenti (1).
(1) Articolo sostituito dall’articolo 4 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 9 .
Gli oneri e i diritti reali che diminuiscono il libero godimento della cosa venduta, se risultano iscritti nel libro fondiario, si considerano come dichiarati nel contratto.
In questo caso resta salva la responsabilità del venditore che abbia dichiarato specificamente che la cosa è libera da oneri o da diritti altrui (1).
(1) Articolo sostituito dall’articolo 5 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 10 .
L’effetto dell’iscrizione dell’ipoteca cessa, se non è rinnovata ai termini degli articoli 2847 e seguenti del codice civile (1).
(1) Articolo sostituito dall’articolo 6 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 11 .
Coloro che, in virtù delle disposizioni del codice civile, della legge sulle tasse ipotecarie e di ogni altra legge, sono obbligati a curare le trascrizioni, iscrizioni o annotazioni nei registri immobiliari, hanno l’obbligo di curare, in quanto lo stato tavolare lo consenta, le corrispondenti iscrizioni nel libro fondiario in quanto ammesse dal presente decreto, e sono tenuti al risarcimento del danno in caso di ritardo ingiustificato.
Sono inoltre obbligati, con la responsabilità indicata nel comma precedente:
a) il curatore dell’eredità giacente e il curatore nominato ai sensi dell’art. 508 del c.c. a far annotare, senza ritardo, nel libro fondiario dove sono iscritti gli immobili ereditari, il provvedimento con il quale sono stati nominati. Tale obbligo spetta anche agli amministratori indicati nell’art. 644 del c.c.;
b) il tutore di un interdetto, il curatore di un inabilitato e il tutore o curatore provvisorio nominato alle persone di cui è chiesta l’interdizione o l’inabilitazione o di cui viene ordinato il ricovero definitivo previsto dall’art. 420 del c.c., a far annotare, senza ritardo, nel libro fondiario dove sono iscritti gli immobili delle persone sopraindicate, le sentenze di interdizione e di inabilitazione e il provvedimento di nomina del tutore o curatore provvisorio;
c) il curatore del fallimento, il commissario di un concordato preventivo o di una amministrazione controllata, il commissario liquidatore di una liquidazione coatta amministrativa, il liquidatore o i liquidatori nominati ai sensi dell’art. 182 del R.D. 16 marzo 1942, n. 267, quando nel patrimonio del debitore siano compresi beni immobili situati nei territori di cui all’articolo 1, a far annotare, senza ritardo, nel libro fondiario dove sono iscritti i beni, la sentenza dichiarativa di fallimento o il provvedimento che dispone la liquidazione coatta amministrativa, il decreto di ammissione a concordato preventivo o ad amministrazione controllata e la sentenza che omologa il concordato preventivo ai sensi dell’art. 182 del R.D. 16 marzo 1942, n. 267;
d) gli amministratori e i liquidatori obbligati a chiedere l’iscrizione prescritta agli articoli 33 e 34 del c.c., l’amministratore provvisorio nominato ai sensi dell’art. 3, ultimo comma, delle disposizioni di attuazione del codice civile, a chiedere l’annotazione nel libro fondiario dove sono iscritti gli immobili delle persone giuridiche di cui hanno l’amministrazione o la liquidazione;
e) il commissario governativo a società cooperative nominato ai sensi dell’art. 2543 del c.c. e il liquidatore sostituto nominato ai sensi dell’art. 2545 del c.c., a far annotare nel libro fondiario dove sono iscritti immobili della cooperativa, il provvedimento che li ha nominati;
f) l’amministratore giudiziario di un immobile situato nei territori di cui all’articolo 1 che sia nominato ai sensi dell’art. 592 del c.p.c., a far annotare il decreto del giudice dell’esecuzione che lo ha nominato;
g) il rappresentante degli obbligazionisti nominato a sensi dell’art. 2417 del c.c. a far annotare sui libri fondiari i provvedimenti di nomina quando le obbligazioni siano garantite da ipoteca iscritta su beni situati nei territori di cui all’articolo 1.
Nei territori di cui all’articolo 1 non si applicano le disposizioni dell’art. 484 del c.c. per quanto concerne l’obbligo della trascrizione della dichiarazione di accettazione col beneficio d’inventario (1).
(1) Articolo sostituito dall’articolo 7 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 12 .
Le norme del codice civile e delle altre leggi, che sono incompatibili con le norme del presente decreto, non sono applicabili nei territori indicati all’articolo 1. In particolare, non sono applicabili le disposizioni degli articoli 1159, 1376 del c.c. ed ogni altra che preveda o presupponga l’acquisto per semplice consenso della proprietà o di altri diritti reali su beni immobili, ferme però le disposizioni dell’art. 1465 del c.c. Sono pure inapplicabili i capi I e II del titolo I del libro VI, salvo quanto è disposto dall’art. 11 del presente decreto e dall’art. 20, lettere g) ed h) , limitatamente, per detta lettera h) , ai contratti preliminari di cui all’articolo 2645- bis del codice civile ed ai contratti sottoposti a condizione della legge generale sui libri fondiari, nonché gli articoli 2834, 2846, da 2850 a 2854, 2882, da 2884 a 2886 e 2888 del c.c. L’articolo 2839 dello stesso codice si applica nella parte concernente le obbligazioni risultanti da un titolo all’ordine o al portatore (1).
Tutti i richiami di leggi o decreti a trascrizioni, iscrizioni o annotazioni nei registri immobiliari si intendono riferiti alle corrispondenti intavolazioni, prenotazioni o annotazioni previste dalla legge generale sui libri fondiari mantenuta in vigore con l’articolo 1 del presente decreto, in quanto non vi osti la diversa natura delle iscrizioni (2).
(1) Comma modificato dall’articolo 3 del D.L. 31 dicembre 1996, n. 669, conv. in legge 28 febbraio 1997, n. 30.
(2) Articolo sostituito dall’articolo 8 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

TITOLO II
DISPOSIZIONI SUL RILASCIO DEL CERTIFICATO DI EREDITÀ E DI LEGATO

Art. 13 .
Chiunque vanti diritti ereditari può, mediante ricorso con sottoscrizione autenticata, chiedere al tribunale in composizione monocratica del luogo in cui si è aperta la successione un certificato dal quale risultino la sua qualità di erede e la quota ereditaria, ovvero i beni che la compongono, in caso di assegnazione concreta fatta dal testatore (1) (2).
Se la successione si è aperta fuori dei territori indicati nell’art. 1 il certificato di eredità deve chiedersi al tribunale in composizione monocratica del luogo dove si trova la maggior parte dei beni immobili del defunto esistenti nei territori medesimi (2).
Ove nell’eredità siano compresi beni immobili, la richiesta del certificato è obbligatoria.
Sono applicabili alle richieste dei certificati di eredità e di legato le disposizioni dell’art. 49, primo comma, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 637 (1).
(1) Comma sostituito dall’articolo 9 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.
(2) Comma modificato dall’articolo 162 del D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.

Art. 13 bis-bis.
Se il chiamato ha accettato l’eredità, il certificato di cui all’articolo precedente può essere chiesto anche dai terzi che vi abbiano interesse (1).
(1) Articolo aggiunto dall’articolo 10 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 14 .
Se la domanda è proposta in base a un titolo testamentario, il richiedente deve allegare al ricorso il certificato di morte del testatore e una copia autentica del testamento.
Il richiedente deve fornire tutte le indicazioni necessarie per dimostrare il buon fondamento del suo diritto. Deve inoltre indicare, ove possibile, le persone che sarebbero chiamate a succedere per legge in difetto di testamento valido e, in ogni caso, quelle che abbiano diritto ad una quota di riserva.
Il richiedente deve dichiarare se sia o no pendente una lite sul diritto a succedere (1).
(1) Articolo sostituito dall’articolo 11della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 15 .
Se il certificato è chiesto in base a un titolo di successione legittima, il richiedente deve allegare al ricorso il certificato di morte della persona della cui successione si tratta e dimostrare il rapporto col defunto, che costituisce il fondamento del suo diritto (1).
Il richiedente deve fornire le indicazioni necessarie per giudicare se esistono disposizioni testamentarie e se il suo diritto alla successione legittima sia escluso o limitato dal diritto a succedere di parenti più prossimi.
Il richiedente deve dichiarare se sia o no pendente una lite sul diritto a succedere (1).
(1) Comma sostituito dall’articolo 12 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 16 .
Il tribunale in composizione monocratica assume d’ufficio le prove che ritiene opportune; può indicare le lacune che ravvisa nel ricorso e nei mezzi di prova proposti e sentire il richiedente, anche sotto il vincolo del giuramento. Se risulti la pendenza di una lite sul diritto a succedere, o comunque siano note persone aventi interessi opposti, ne ordina la comparizione per essere sentite in contraddittorio col richiedente (1).
Il tribunale in composizione monocratica può disporre, a cura e spese del richiedente e nei modi ritenuti più idonei, la pubblicazione di un avviso anche sui giornali esteri con invito agli interessati a presentare alla cancelleria le loro opposizioni entro un termine determinato secondo le circostanze (1).
Il richiedente, se giuri il falso, è punito a termini dell’art. 371 del codice penale (2).
(1) Comma modificato dall’articolo 162 del D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
(2) Articolo sostituito dall’articolo 13 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 17 .
Il tribunale in composizione monocratica, valutate le prove secondo il suo libero convincimento, provvede mediante decreto motivato a rilasciare o negare il certificato (1).
Se è pendente una lite sul diritto a succedere, egli, nel certificato, farà menzione espressa della pendenza di lite.
I documenti allegati al ricorso non sono restituiti, salva, per quelli prodotti in originale, la facoltà di sostituirli con copia autentica (2).
(1) Comma modificato dall’articolo 162 del D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
(2) Comma aggiunto dall’articolo 14 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 18 .
Se vi sono più eredi, essi possono chiedere congiuntamente un certificato comune, nel quale saranno indicate le quote di ognuno.
Se il certificato è stato chiesto da un coerede, gli altri, prima della pronuncia del decreto, possono domandarne l’estensione anche ai propri diritti (1).
(1) Articolo sostituito dall’articolo 15 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 19 .
Se risulta che l’erede è stato istituito sotto condizione o con onere modale, ovvero che il testatore gli ha imposto di dar cauzione, oppure ha disposto dei legati, il tribunale in composizione monocratica deve farne espressa menzione nel certificato (1).
(1) Comma modificato dall’articolo 162 del D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.

Art. 20 .
Se risulta successivamente l’inesistenza totale o parziale del diritto a succedere, il tribunale in composizione monocratica dispone con decreto, su ricorso degli interessati o d’ufficio, la revoca del certificato rilasciato (1).
La revoca del certificato è comunicata agli interessati e annotata d’ufficio nel libro fondiario (2).
(1) Comma modificato dall’articolo 162 del D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
(2) Articolo sostituito dall’articolo 16 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 21 .
Il certificato fa presumere ad ogni effetto la qualità di erede.
Non può essere considerato erede o legatario apparente ai sensi e per gli effetti degli articoli 534 e 2652, n. 7, del codice civile, in quanto applicabili, o possessore in buona fede, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 535 dello stesso codice, chi non sia in possesso del certificato rilasciato secondo le norme del presente decreto (1).
(1) Articolo sostituito dall’articolo 17 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 22 .
Il legatario di una cosa o di un diritto determinato, esistente nel patrimonio del defunto al momento della sua morte, può chiedere, mediante ricorso al tribunale in composizione monocratica competente secondo le norme dell’art. 13, il rilascio di un certificato sull’acquisto del legato medesimo (1).
A tale effetto egli deve allegare al ricorso il certificato di morte del testatore e una copia autentica del testamento in virtù del quale egli vanta il suo diritto (2).
Il tribunale in composizione monocratica, ove sia possibile, deve sentire gli eredi (1).
Nel rimanente si applicano le disposizioni relative al certificato di eredità.
(1) Comma modificato dall’articolo 162 del D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
(2) Comma sostituito dall’articolo 18 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 23 .
Il procedimento dinanzi al tribunale in composizione monocratica è regolato dalle disposizioni comuni ai procedimenti in camera di consiglio, previsti dal codice di procedura civile, in quanto applicabili (1) (2).
La cancelleria deve comunicare all’ufficio del registro del luogo ove si è aperta la successione, copia dei certificati di eredità o di legato rilasciati dal tribunale in composizione monocratica (2).
(1) Comma sostituito dall’articolo 19 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.
(2) Comma modificato dall’articolo 162 del D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
DISPOSIZIONE FINALE

Art. 24 .
Le disposizioni del presente decreto e quelle del nuovo testo della legge generale sui libri fondiari, allegato al decreto medesimo, entreranno in vigore contemporaneamente ai codici e alle leggi estesi ai territori indicati nell’articolo 1 col R.D. 4 novembre 1928, n. 2325.

ALLEGATO [ parte 2 di 2]
CAPO I
DEI LIBRI FONDIARI IN GENERALE

Art. 1 .
Il libro fondiario si compone del libro maestro e di una collezione di documenti.

Art. 2 .
Il libro maestro è costituito dalle partite tavolari.
Le partite tavolari sono destinate per l’iscrizione:
1° dei corpi tavolari e delle loro modificazioni;
2° dei diritti ed oneri relativi ai corpi tavolari (diritti tavolari);
3° dei fatti ed atti giuridici di cui la legge ammette l’annotazione.

Art. 3 .
Ogni corpo tavolare costituisce una unità.
La sua estensione può essere modificata soltanto con l’incorporazione od escorporazione di singoli immobili o di frazione dei medesimi. Se sono stati escorporati tutti gli immobili iscritti in una partita tavolare o se i medesimi hanno cessato di formare oggetto del libro fondiario la partita è cancellata.

Art. 4 .
[Abrogato].

Art. 5 .
Nel libro maestro si iscrivono gli elementi essenziali dei diritti tavolari. Qualora questi non possano esprimersi succintamente, potrà farsi richiamo nel libro maestro alle rispettive disposizioni, da indicarsi con precisione, dei documenti sui quali l’iscrizione si fonda; le disposizioni richiamate si hanno per scritte nel libro maestro.

Art. 6 .
Di ogni documento, in base al quale è stata eseguita una iscrizione tavolare, sarà trattenuta una copia autentica presso l’ufficio tavolare.
Queste copie costituiscono la collezione dei documenti.

Art. 7 .
Il libro fondiario è pubblico.
Chiunque può ispezionarlo e prenderne copie alla presenza di un impiegato dell’ufficio tavolare.
Ciascuno può parimenti chiederne copie ed estratti autenticati. Nelle copie e negli estratti non deve essere fatta menzione delle iscrizioni non rinnovate a termini dell’articolo 2847 del codice civile (1).
(1) Comma sostituito dall’articolo 20 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

CAPO II
DELLE ISCRIZIONI TAVOLARI
SEZIONE I
DELLE ISCRIZIONI IN GENERALE.
Paragrafo I
Delle specie delle iscrizioni.

Art. 8 .
Le iscrizioni tavolari sono,
1° intavolazioni (acquisti incondizionati di diritti oppure cancellazioni incondizionate od estavolazioni) che hanno per effetto l’acquisto, la modificazione o la estinzione di diritti tavolari;
2° prenotazioni (acquisti condizionati di diritti o cancellazioni condizionate) che hanno per effetto l’acquisto, la modificazione o l’estinzione di diritti tavolari, a condizione che vengano successivamente giustificate;
3° annotazioni.

Paragrafo II
Dell’oggetto della intavolazione e della prenotazione.

Art. 9 .
Nel libro fondiario possono essere intavolati o prenotati, in quanto si riferiscono a beni immobili, solamente il diritto di proprietà, le servitù, i diritti edificatori di cui all’articolo 2643, numero 2-bis), del codice civile, il diritto di usufrutto, salvo quello previsto al successivo articolo 20, lettera a), i diritti di uso, di abitazione, di enfiteusi, di superficie, di ipoteca, i privilegi, per i quali leggi speciali richiedano l’iscrizione nei registri immobiliari, e gli oneri reali (1).
(1) Articolo sostituito dall’articolo 21 della legge 29 ottobre 1974, n. 594 e successivamente modificato dall’articolo 22, comma 1, della Legge 28 dicembre 2015, n. 221.

Art. 10 .
La comproprietà di un corpo tavolare non può essere iscritta che per quote, salve le eccezioni stabilite dalla legge.
È però ammessa l’iscrizione del diritto di proprietà di piani, alloggi, locali, aree o dipendenze immobiliari di un edificio, atti a separata utilizzazione, per i quali dovranno essere aperti separati fogli di proprietà e degli aggravi (1).
Nel foglio di consistenza del corpo tavolare si descriveranno le singole parti dell’edificio con richiamo alla planimetria allo stesso allegata ed i diritti e gli aggravi derivanti dai rapporti di promiscuità delle singole parti dell’edificio (1).
(1) Comma sostituito dall’articolo 22 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 11 .
Fuori del caso previsto dal capoverso dell’articolo precedente le iscrizioni per l’acquisto della proprietà di singole frazioni di un corpo tavolare non possono eseguirsi che in via di escorporazione, a sensi delle disposizioni della legge 6 febbraio 1869, B.L.I. n. 18.

Art. 12 .
Per le servitù prediali, per l’usufrutto, l’uso, l’abitazione, l’enfiteusi e la superficie dovrà indicarsi con tutta precisione il contenuto e l’estensione del diritto da iscriversi con gli eventuali confini; non occorre indicare il valore in danaro.
Per le servitù che non gravano l’intera particella, dovrà essere allegata all’atto una planimetria in scala di mappa o maggiore, dalla quale risulti chiaramente l’estensione dell’esercizio del diritto (1).
(1) Comma aggiunto dall’articolo 23 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 13 .
Il diritto di ipoteca può iscriversi sull’intero corpo tavolare oppure, se la proprietà è iscritta a favore di più persone, sulla quota di ciascun comproprietario. Può pure iscriversi su singoli piani, alloggi od altri locali di un edifici, che, a sensi dell’art. 10, siano iscritti quali enti indipendenti, e, se la proprietà è iscritta a favore di più persone, l’ipoteca può iscriversi sulla quota di ciascun comproprietario.
Fuori di questi casi, l’ipoteca non può iscriversi sulle singole parti di un corpo tavolare, oppure su una parte della quota iscritta nel libro fondiario a favore di un comproprietario.
Il trasferimento di un credito ipotecario è ammesso per l’intero credito, nonché per una parte del medesimo determinata per quota o per somma.

Art. 14 .
L’ipoteca non può iscriversi che per una somma determinata di danaro. Per i crediti producenti interessi deve iscriversi anche la misura degli interessi.
Per le ipoteche legali e giudiziali, delle quali la estensione non risulti determinata da una somma di danaro deve indicarsi l’importo massimo fino al quale l’ipoteca potrà estendersi.
Parimenti, volendo assicurare con ipoteca crediti che possono derivare da un contratto di apertura di credito, da una gestione d’affari oppure da un’obbligazione di garanzia o di risarcimento di danni o da altro rapporto non avente per oggetto una somma determinata, deve indicarsi l’importo massimo fino al quale potrà estendersi l’ipoteca.
Nei casi previsti dai due capoversi precedenti, se la determinazione dell’importo massimo non è fatta nel documento in base al quale l’iscrizione viene richiesta, può farsi dal richiedente nella domanda. In tal caso, colui, contro il quale si consegue l’iscrizione, se si ritiene gravato per essersi indicato un importo eccessivo, può chiederne la riduzione, con ricorso da presentarsi al giudice tavolare entro il termine di reclamo contro il provvedimento che ordina l’iscrizione. Sul ricorso decide il giudice tavolare, fissando con equo apprezzamento l’importo, sentite le parti e assunte le informazioni sommarie che riterrà opportune. Le spese sono a carico del soccombente oppure compensate, secondo le circostanze.

Art. 15 .
L’ipoteca può essere iscritta simultaneamente su due o più corpi tavolari o enti indipendenti.
In tal caso il creditore può chiedere di essere soddisfatto dell’intero suo credito sul ricavato di ogni singolo bene ipotecario e si applicano le disposizioni degli articoli 2856 e 2899 del c.c., salvo quanto appresso disposto (1).
La surrogazione prevista dall’art. 2843 del c.c. è intavolata a domanda delle parti ed a seguito della produzione del progetto di distribuzione approvato o comunque divenuto definitivo a sensi dell’art. 598 del c.p.c. Se dallo stesso non risulta la somma per la quale il creditore è rimasto perdente, la somma è indicata dal richiedente nella domanda, salva la facoltà di esperire la procedura di riduzione ai sensi dell’ultimo comma dell’articolo che precede (1).
(1) Comma sostituito dall’articolo 24 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 16 .
Gli interessi prodotti da un credito garantito con privilegio o ipoteca e le spese previste dagli articoli 2749 e 2855 del c.c. hanno lo stesso grado del capitale entro i limiti previsti dagli articoli medesimi (1).
(1) Articolo sostituito dall’articolo 25 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 17 .
Le parti possono con patto espresso estendere l’ipoteca del credito a spese maggiori di quelle previste nell’art. 16, osservate le forme indicate dal secondo capoverso dell’art. 14.

Art. 18 .
Le prestazioni periodiche derivanti da un onere reale, arretrate da un biennio, prendono il grado dell’iscrizione del diritto.

Paragrafo III
Dell’oggetto dell’annotazione.

Art. 19 .
Formano oggetto di annotazione:
1) i contratti di locazione di beni immobili che hanno durata superiore a nove anni;
2) gli atti e le sentenze da cui risulti liberazione o cessione di pigioni o di fitti non ancora scaduti, per un termine maggiore di tre anni;
3) i contratti di società e di associazione con i quali si conferisce il godimento di beni immobili o di altri diritti reali immobiliari, quando la durata della società o dell’associazione eccede i nove anni o è indeterminata;
4) gli atti di costituzione dei consorzi che hanno l’effetto indicato dal numero precedente;
5) i contratti di anticresi;
6) il patto di riscatto nella compravendita di beni immobili;
7) le sentenze che operano la costituzione, la modificazione o l’estinzione di uno dei diritti menzionati nei numeri precedenti.
Gli atti enunciati nel comma precedente non hanno effetto riguardo ai terzi che a qualunque titolo hanno acquistato diritti sugli immobili in base a un atto per il quale la corrispondente iscrizione nel libro fondiario è stata chiesta anteriormente alla domanda di annotazione degli atti medesimi.
Formano oggetto di annotazione anche:
a) la costituzione del fondo patrimoniale, agli effetti previsti dal codice civile per la trascrizione (1);
b) la cessione dei beni ai creditori, agli effetti dell’articolo 2649 del codice stesso.
La mancanza dell’annotazione non può essere opposta dalle persone che avevano l’obbligo di farla eseguire o dai loro eredi (2).
(1) Lettera sostituita dall’articolo 1 della legge 8 agosto 1977, n. 574.
(2) Articolo sostituito dall’articolo 26 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

Art. 20 .
Formano inoltre oggetto di annotazione:
a) i fatti giuridici relativi allo stato ed alla capacità delle persone o quelli da cui derivano limitazioni alla facoltà di disporre del patrimonio, come la minore età, con l’indicazione, quando occorra, dell’usufrutto legale spettante all’esercente la patria potestà ai sensi dell’articolo 324 del c.c., l’interdizione, l’inabilitazione, l’emancipazione, la dichiarazione di fallimento, l’ammissione alla procedura di concordato preventivo o all’amministrazione controllata, la liquidazione coatta amministrativa, la giacenza di eredità, la revoca del certificato di eredità o di legato, la revoca della procura, con l’effetto che i terzi non possono opporre l’ignoranza di tali circostanze (1);
b) la simultaneità dell’ipoteca e la escorporazione per gli effetti indicati dalla presente legge e dalle leggi complementari;
c) l’atto di pignoramento immobiliare, il sequestro giudiziario o conservativo e gli altri sequestri previsti dalle leggi civili o penali, l’immissione nel possesso ai sensi delle leggi sul credito fondiario, l’avviso di vendita di cui all’art. 233 del T.U. sulle imposte dirette, approvato con D.P. 29 gennaio 1958, n. 645, per gli effetti previsti dalle leggi civili e di procedura civile (1);
d) la separazione del patrimonio del defunto da quello dell’erede, ai sensi e per gli effetti dell’art. 25-bis;
e) la fissazione del termine per il pagamento di un debito ipotecario ai sensi e per gli effetti degli artt. 59 e 60;
f) le domande di cui agli articoli da 61 e 68 della presente legge agli effetti indicati negli stessi articoli, comprese fra queste, in quanto si riferiscano a diritti tavolari, le domande previste dal numero 9 dell’art. 2652 del c.c. (1);
g) le domande e gli atti indicati dagli articoli 2652 e 2653 del c.c. agli effetti disposti dagli articoli medesimi, in quanto non siano incompatibili con gli effetti stabiliti dalla presente legge o dal decreto introduttivo (1);
h) ogni altro atto o fatto, riferentesi a beni immobili, per il quale le leggi estese, quelle anteriori mantenute in vigore o quelle successive richiedano o ammettano la pubblicità, a meno che questa debba eseguirsi nelle forme dell’articolo 9 della presente legge (1).
(1) Lettera sostituita dall’articolo 27 della legge 29 ottobre 1974, n. 594.

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