I dati di traffico telefonico (numero chiamato, data, ora, durata della chiamata, localizzazione del chiamante in caso di cellulare ecc.) e Internet (indirizzi e-mail contattati, data, ora, durata degli accessi alla rete ecc.) non riguardano il contenuto della comunicazione, ma sono comunque particolarmente delicati poiché consentono di ricostruire tutte le relazioni di una persona e le sue abitudini.
La normativa vigente - art. 132 del
d.lgs. 196/2003 - prevede infatti che i dati relativi al traffico telefonico siano conservati dal fornitore per ventiquattro mesi dalla data di comunicazione, per finalità di accertamento e repressione dei reati, mentre, per le medesime finalità, i dati relativi al traffico telematico, esclusi comunque i contenuti delle comunicazioni, siano conservati dal fornitore per dodici mesi dalla data della comunicazione.
L’Autorità per la protezione dei dati personali ha recentemente sanzionato tre società che operano nel settore della telefonia ed internet per l’uso di dati trattati in modo illecito e ne ha ordinato la cancellazione. In particolare le violazioni emerse nel corso degli accertamenti ispettivi effettuati dall’Autorità riguardavano i tempi di conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico superiori al consentito e la conservazione di informazioni sui siti visitati dagli utenti (in un caso, i dati di traffico telefonico risalivano addirittura a marzo 1999 e quelli di traffico telematico a giugno 2007).
Le società dovranno innanzitutto cancellare i dati di traffico telefonico e telematico conservati oltre i tempi previsti dalla normativa italiana per finalità di accertamento e repressione dei reati. Da cancellare anche tutte le informazioni in grado di rivelare gusti, opinioni, tendenze degli utenti che non avrebbero mai dovuto essere archiviate nei data base (ad esempio, l’oggetto dei messaggi di posta elettronica inviati e ricevuti; i dati personali relativi alla navigazione in Internet, anche quando rappresentati dal solo indirizzo Ip di destinazione).