Piani gestione bacini idrografici sei distretti nazionali

Adottati i piani di gestione bacini idrografici per sei degli otto distretti nazionali.

Il 24 febbraio, dopo il completamento delle necessarie fasi di consultazione e partecipazione pubblica, sono stati adottati i piani di gestione bacini idrografici per sei degli otto distretti individuati sul territorio nazionale: Distretto Padano, Distretto delle Alpi Orientali, Distretto dell’Appennino Settentrionale, Distretto idrografico pilota del Serchio, Distretto dell’Appennino Centrale, Distretto dell’Appennino meridionale.
Per i restanti distretti di Sicilia e Sardegna si è provveduto a livello regionale. I Comitati Istituzionali delle Autorità di Bacino nazionali, allargati alle regioni i cui territori ricadono nei distretti e presieduti dall’On. Roberto Menia, hanno validato l’impegnativo lavoro svolto dalle Autorità di Bacino nazionali in stretta collaborazione con le Regioni per dare attuazione agli obblighi previsti dalla norme comunitarie e nazionali sulle acque.

I piani presentano un quadro integrato e organico, a livello di bacino, delle conoscenze disponibili e identificano i programmi di misure (strutturali e non) da mettere in atto per conseguire gli obiettivi di qualità ambientale. Essi sono strumenti strategici per la tutela e la protezione delle acque, ai quali si dovrà dare attuazione negli anni futuri, reperendo con urgenza le necessarie risorse finanziarie.

Nella formazione dei piani è stato fondamentale il ruolo svolto dalle istituzioni, dai cittadini e dalle loro associazioni e dai portatori di interessi, attraverso la fase di partecipazione e consultazione pubblica. I progetti di piano sono stati messi a disposizione del pubblico sui siti web predisposti dalle Autorità di Bacino, ai fini di raccogliere, in un periodo di sei mesi come previsto, i contributi e le osservazioni e sono stati sottoposti alla procedura di valutazione ambientale strategica. A e a tal proposito và rilevato che sono pervenute decine di osservazioni.

Dato che i piani di gestione sono strumenti dinamici, che vanno adattati in funzione dell’approfondimento del quadro conoscitivo e dei risultati via via conseguiti, la sfida che ci attende per far fronte alle criticità rilevate è complessa e impegnativa, sia per adeguare le conoscenze sullo stato chimico ed ecologico delle nostre acque, sia per attuare le misure per il ripristino e la tutela.
Fonte: Ministero Ambiente Tutela Territorio e Mare   24/02/2010
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