Dati titoli credito protestati

Nel 2010 diminuiscono i titoli di credito protestati.

Dati titoli credito protestatiNel 2010 assegni scoperti in calo del 16%. Scende anche il numero dei protesti: -7,2% i “pagherò” rimasti sulla carta. Il monte degli insoluti sceso da 4,5 a 3,8 miliardi.
Un’economia ancora convalescente dalla crisi e imprenditori e consumatori che fanno più attenzione al portafoglio. Sembra questo il “mix” di condizioni che hanno determinato, nel 2010, una visibile frenata del fenomeno dei protesti rispetto all’anno precedente e che ha fatto fermare il conto delle promesse non onorate alla cifra di poco più di 3,8 miliardi di euro, contro i quasi 4,5 del 2009.
Assegni
In termini relativi, nei dodici mesi del 2010 i protesti levati nelle province italiane si sono ridotti complessivamente del 7,2% nel numero e del 14,7% in valore. La diminuzione ha riguardato tutte le tipologie di “pagherò”: dagli assegni alle cambiali alle tratte. In particolare, gli assegni sono diminuiti del 16,5% nel numero e di quasi il 22% nell’importo (il valore medio è diminuito del 6%).
Cambiali
Indicatori tutti con il segno meno anche per le cambiali a vuoto che hanno visto ridursi sia il loro numero del 2,6% che il valore medio (-3,5%), con il risultato che i “pagherò” rimasti sulla carta hanno registrato una riduzione del 5,9% rispetto al 2009, per un controvalore totale di poco superiore al miliardo e 850 milioni di euro contro i quasi 2 miliardi dello scorso anno.
Infine, in diminuzione anche le tratte, strumento di pagamento residuale ma ancora in uso nel mondo degli affari: il numero di quelle non incassate nei dodici mesi del 2010 è diminuito del 15,7%, così come il loro valore totale sceso del 3,5% mentre è aumentato del 14% il loro importo medio.
Questi, in sintesi, gli elementi più significativi che emergono dall’analisi sull’andamento dei protesti levati nelle province italiane nel corso dei primi cinque mesi del 2010, in base ai dati raccolti dalle Camere di Commercio ed elaborati da InfoCamere per conto di Unioncamere.

Fonte: Unioncamere - Camere di commercio d’Italia 04.05.2011

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