Direttiva PSD

PSD (Payment Services Directive). Dal 5 luglio nuove procedure per addebiti diretti e incassi bancari.

Direttiva PSDPSD (Payment Services Directive - Direttiva europea sui servizi di pagamento) è la direttiva, approvata dalla Commissione Europea nel dicembre del 2007, con il fine di ordinare in un singolo quadro normativo l’intera materia dei pagamenti sostenendo la creazione di un Mercato Unico europeo dei servizi di pagamento al dettaglio definendo una corrispondente cornice giuridica unitaria; aumentare la concorrenza tra gli operatori e tra i mercati nazionali dei pagamenti garantendo parità di condizioni; accrescere la trasparenza; rendere omogenei tanto i diritti quanto gli obblighi sia per gli operatori che per i consumatori.

Il 5 luglio 2010 arrivano le nuove procedure per addebiti diretti e incassi, come previsto dal calendario fissato dal legislatore italiano per la progressiva entrata in vigore della Direttiva europea sui servizi di pagamento. Per i clienti, imprese e famiglie, questo significa ancora più tutele e garanzie: la PSD, infatti, dispone termini più ampi per notificare eventuali transazioni non autorizzate e chiedere il rimborso di eventuali addebiti anomali.
In vista di questo appuntamento e per facilitare la vita ai clienti che quotidianamente utilizzano gli strumenti di pagamento elettronici, l’ABI ha messo a punto due guide – una rivolta alle famiglie e l’altra alle imprese - realizzate in collaborazione con 16 associazioni dei consumatori e 5 associazioni imprenditoriali. I vademecum contengono tutte le informazioni utili sulle novità introdotte dalla PSD e, a partire dai prossimi giorni, saranno disponibili allo sportello.

Di seguito, le novità introdotte dalla PSD e illustrate nelle guide ABI.

Cos’è la Psd La PSD è la Direttiva europea sui servizi di pagamento entrata in vigore in Italia il 1° marzo di quest’anno per eliminare le differenze normative tra gli Stati Membri ed aumentare la concorrenza tra gli operatori, garantendo pari condizioni, più trasparenza e tutele nei confronti dei clienti. La Direttiva ordina in un singolo quadro normativo l’intera materia dei pagamenti con l’obiettivo di sostenere, per quelli elettronici, la creazione di un mercato integrato a livello europeo, riducendo costi ed inefficienze di strumenti cartacei e contante.

L’Iban: l’identificativo unico del conto corrente Le vecchie coordinate bancarie ABI e CAB vanno definitivamente in pensione e per fare un bonifico diventa obbligatorio utilizzare il codice IBAN.

Operazioni più veloci e tempi garantiti Si accorciano i tempi delle operazioni: dal momento in cui la banca riceve l’ordine di pagamento, l’importo viene accreditato sul conto del beneficiario entro la giornata lavorativa successiva.
Quindi, nel caso di un bonifico, basta un solo giorno lavorativo perché una certa somma sia trasferita dal conto di chi lo effettua a quello di chi lo riceve. Fino al 2012, la Direttiva consente alle banche, d’intesa col cliente, di prolungare i tempi di esecuzione fino ad un massimo di 3 giorni lavorativi (4 nel caso di bonifici cartacei).

Disponibilità immediata delle somme nei bonifici Una volta ricevuto il bonifico, la banca mette subito le somme a disposizione del cliente che può utilizzare il denaro accreditato: la data valuta (da cui cominciano a maturare gli interessi) coincide con quel momento.

Nessuna “antergazione della valuta” Non è più ammessa la richiesta di accreditare l’importo sul conto del beneficiario con una data valuta anteriore o pari alla data di disposizione dell’ordine (la cosiddetta “valuta antergata”).

Più tutele con carte e pagobancomat Chi utilizza le carte di pagamento ha più tempo per contestare eventuali addebiti errati ed ottenere il rimborso. Nuove carte possono essere inviate solo se espressamente richieste dal cliente (fanno eccezione le sostituzioni di carte in scadenza, ecc.). Le stesse condizioni di acquisto in termini di prezzo e sconti valgono sia se si paga con carta che in contante; i negozi non possono rifiutare un pagamento con carta se espongono il marchio del circuito a cui questa appartiene.

Più tempo per rimborsi e più sicurezza Migliorano le procedure e i tempi per chiedere un rimborso. In caso di addebito per un’operazione non autorizzata, si hanno fino a 13 mesi di tempo dalla data dell’addebito per comunicarlo alla propria banca e chiedere la rettifica dell’operazione con rimborso immediato.
Se si riscontrano anomalie in un’operazione di addebito autorizzata – ad esempio un RID per pagare la bolletta del telefono e della luce – si hanno 8 settimane per chiedere il rimborso. La banca è tenuta a restituire l’importo entro 10 giorni dalla richiesta o a motivare l’eventuale rifiuto. Se invece si rileva un’anomalia prima che la somma sia addebitata, si può revocare l’ordine sino alla giornata precedente la scadenza del RID.

Informazioni più chiare e complete La PSD prevede che il cliente riceva, prima della firma del contratto e in tutte le successive comunicazioni periodiche, un insieme di informazioni su servizi e strumenti scritte con un linguaggio semplice e comprensibile.

SEPA
SEPA è l’Area unica dei pagamenti in euro, all’interno della quale si possono effettuare e ricevere pagamenti utilizzando un unico conto bancario ed un’unica carta, indipendentemente dal paese in cui ci si trova e senza più differenze tra pagamenti nazionali ed europei.

Fonte: ABI Associazione Bancaria Italiana 22.06.2010

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