Il 23,3% della popolazione di 14 anni e più non si informa mai di politica. Si tratta, in valori assoluti, di quasi 4 milioni di uomini e di 7 milioni 847 mila donne. Il 60,7% delle persone di 14 anni e più si informa almeno una volta a settimana e il 35,9% ogni giorno. Parla di politica almeno una volta a settimana il 39,4%, ne parla solo occasionalmente il 26,2%, mentre non ne parla mai il 31,9%. Ci si informa, dunque, di politica più di quanto se ne parli (Grafici 1 e 2). L’ascolto di dibattiti politici è meno diffuso e coinvolge il 23,6% della popolazione: solo 12 milioni di persone dichiarano, infatti, di aver ascoltato dibattiti politici almeno una volta nell’anno.
Emergono poi profonde differenze di genere nel rapporto con la politica. La politica continua ad essere percepita da molte donne come una dimensione lontana dai propri interessi. Solo il 53,6% delle donne, infatti, si informa settimanalmente di politica, contro il 68,5% degli uomini. Se si considera lo scambio di opinioni sui temi politici, le differenze di genere sono ugualmente elevate. Le donne parlano di politica almeno una volta a settimana solo nel 31,3% dei casi contro il 48,1% degli uomini.
Ben il 40,1% delle donne non parla di politica e il 29,3% non si informa mai. Analogamente avviene per l’ascolto di dibattiti politici, dove il coinvolgimento delle donne è molto più basso (19,5% contro 28,0%).
La partecipazione politica cresce con l’età, raggiunge il massimo nelle età centrali della vita, per poi decrescere nelle età anziane. I livelli più bassi sono raggiunti dai giovani e dagli anziani: parla di politica almeno una volta a settimana il 24,5% dei ragazzi di 14-17 anni e il 25,2% delle persone di 75 anni e più, mentre a non parlarne mai sono, rispettivamente, il 46,8% e il 54,2%.
Il divario di genere è meno accentuato fra le persone fino a 24 anni, ma cresce in misura importante dopo questa età e raggiunge il massimo dopo i 54 anni. Le differenze di genere quasi si annullano tra i ragazzi di 14-17 anni: la percentuale di ragazze che parlano di politica almeno una volta a settimana (23,4%) è molto vicina a quella dei loro coetanei (25,5%), mentre la percentuale di coloro che non ne parlano mai è addirittura inferiore (45,6% rispetto al 48,1%). Un andamento analogo si riscontra per l’informarsi di politica. Ragazzi e ragazze arrivano alla maggiore età, dunque, in una situazione che li vede sostanzialmente alla pari nei confronti del rapporto con la politica.
Le differenze di genere diminuiscono al crescere del titolo di studio e della posizione nella professione
Indipendentemente dal sesso, il grado di coinvolgimento è più forte per le persone dotate di maggiori risorse culturali ed economiche e che occupano posizioni lavorative più elevate. Tra chi possiede titoli di studio più alti sono meno numerosi coloro che guardano alla politica con distacco e indifferenza o che non partecipano. Quasi la totalità dei laureati parla di politica: il 61,9% almeno una volta a settimana, il 25,3% più raramente. I diplomati che parlano di politica settimanalmente scendono al 50,1%, coloro che possiedono la licenza media al 35,5% e quelli con licenza elementare al 23,1%.
Per le donne i valori sono sempre più bassi: parlano di politica almeno una volta a settimana il 55,8% delle laureate, il 41,7% delle diplomate, il 27,6% di quelle con la licenza media e il 16,2% di quelle con la licenza elementare. La distanza tra uomini e donne diminuisce, però, al crescere del titolo di studio, soprattutto in corrispondenza della classe 45-64 anni, età in cui il 66,6% delle laureate parla di politica rispetto al 70,7% degli uomini. La stessa tendenza emerge per l’informarsi di politica e l’ascolto di dibattiti politici.
Anche la condizione lavorativa rappresenta una componente esplicativa importante: il 40% della popolazione in condizione non professionale non parla mai di politica, mentre il dato si dimezza (20,8%)
per gli occupati. Inoltre, chi occupa posizioni lavorative più elevate è anche più coinvolto dalla politica. Infatti, il 61,8% dei dirigenti, imprenditori o liberi professionisti parla di politica almeno una volta a settimana, percentuale che scende al 55,6% nel caso degli impiegati e al 36,4% per gli operai.
La condizione lavorativa è rilevante anche per le donne: parla di politica almeno una volta a settimana il 51,3% delle dirigenti, imprenditrici e libere professioniste, il 49,1% delle impiegate e il 27,9% delle operaie. Le donne che non parlano mai di politica sono il 25,3% tra le occupate e quasi il doppio (48,1%) tra le donne in condizione non professionale. Le dirigenti, imprenditrici e libere professioniste che non parlano di politica sono il 17,0%, un valore molto vicino a quello delle impiegate (18,2%), ma lontano da quello delle operaie (38,1%). Analogamente succede per l’informarsi di politica: le lavoratrici che non si informano mai di politica sono solo il 16,9% contro il 35,6% delle donne in condizione non professionale. Tra le casalinghe, la quota di coloro che non parla mai di politica raggiunge il 50,8% e quella che non si informa il 37,9%.
Interessanti sono poi i dati che riguardano gli studenti. Se è vero che parla di politica almeno una volta a settimana il 39% degli studenti, elevata è anche la quota di quelli che non ne parlano mai (30%). La percentuale di coinvolgimento delle studentesse è superiore a quella delle donne nel complesso, mentre quella degli studenti è inferiore alla media.
Fonte: Sito ISTAT - Istituto nazionale di statistica 12.03.2010
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Impotentia coeundi.