Tabella tassi soglia usura

tabella tassi soglia usura Tabella dei tassi globali medi e dei tassi soglia degli interessi usurari, ai sensi dell’art. 2 legge 108/96.
Tassi in vigore dal 1° ottobre al 31 dicembre 2014

Tabella tassi globali medi e soglia tassi di usura

Appicazione dal 1° ottobre al 31 dicembre 2014

Categorie di operazioni classi di importo tassi medi
(base annua)
tassi soglia
(base annua)
Aperture di credito in conto corrente fino a € 5.000 11,62 18,5250
Aperture di credito in conto corrente oltre € 5.000 10,08 16,6000
Scoperti senza affidamento fino a € 1.500 16,18 24,1800
Scoperti senza affidamento oltre € 1.500 15,13 22,9125
Anticipi e sconti commerciali fino a € 5.000 9,30 15,6250
Anticipi e sconti commerciali da € 5.000 a € 100.000 8,11 14,1375
Anticipi e sconti commerciali oltre € 100.000 5,47 10,8375
Factoring fino a € 50.000 6,83 12,5375
Factoring oltre € 50.000 4,54 9,6750
Crediti personali --- 12,12 19,1500
Altri finanziamenti alle famiglie e alle imprese --- 10,69 17,3625
Prestiti contro cessione del quinto
(stipendio o pensione)
fino a € 5.000 12,17 19,2125
Prestiti contro cessione del quinto
(stipendio o pensione)
oltre € 5.000 11,44 18,3000
Leasing autoveicoli e aeronavali fino a € 25.000 7,15 12,9375
Leasing autoveicoli e aeronavali oltre € 25.000 7,20 13,0000
Leasing immobiliare a tasso fisso 6,62 12,2750
Leasing immobiliare a tasso variabile 4,63 9,7875
Leasing strumentale fino a € 25.000 8,52 14,6500
Leasing strumentale oltre € 25.000 5,58 10,9750
Credito finalizzato all’acquisto rateale fino a € 5.000 12,35 19,4375
Credito finalizzato all’acquisto rateale oltre € 5.000 9,68 16,1000
Credito revolving fino a € 5.000 16,98 24,9800
Credito revolving oltre € 5.000 12,89 20,1125
Mutui con garanzia ipotecaria a tasso fisso 4,85 10,0625
Mutui con garanzia ipotecaria a tasso variabile 3,66 8,5750

Estratto della nota metodologica.
La legge 7 marzo 1996, n. 108, volta a contrastare il fenomeno dell’usura, prevede che siano resi noti con cadenza trimestrale i tassi effettivi globali medi, comprensivi di commissioni, spese e remunerazioni a qualsiasi titolo connesse col finanziamento, praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari. Il decreto annuale di classificazione delle operazioni emanato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ripartisce le operazioni in categorie omogenee attribuendo alla Banca d’Italia il compito di rilevare i tassi. La rilevazione dei dati per ciascuna categoria riguarda le medie aritmetiche dei tassi praticati sulle operazioni censite nel trimestre di riferimento. Essa è condotta per classi di importo; non sono incluse nella rilevazione alcune fattispecie di operazioni condotte a tassi che non riflettono le condizioni del mercato (ad es. operazioni a tassi agevolati in virtù di provvedimenti legislativi).
Per le operazioni di "credito personale", "credito finalizzato", "leasing", "mutuo", "altri finanziamenti" e "prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione" i tassi rilevati si riferiscono ai rapporti di finanziamento accesi nel trimestre; per esse è adottato un indicatore del costo del credito analogo al TAEG definito dalla normativa comunitaria sul credito al consumo.
Per le "aperture di credito in conto corrente", gli "scoperti senza affidamento", il "credito revolving e con utilizzo di carte di credito", gli "anticipi su crediti e sconto di portafoglio commerciale" e le operazioni di "factoring" - i cui tassi sono continuamente sottoposti a revisione - vengono rilevati i tassi praticati per tutte le operazioni in essere nel trimestre, computati sulla base dell’effettivo utilizzo.
La rilevazione interessa l’intero sistema bancario e il complesso degli intermediari finanziari già iscritti negli elenchi previsti dagli articoli 106 e 107 del Testo unico bancario. La Banca d’Italia procede ad aggregazioni tra dati omogenei al fine di agevolare la consultazione e l’utilizzo della rilevazione. Le categorie di finanziamento sono definite considerando l’omogeneità delle operazioni evidenziata dalle forme tecniche adottate e dal livello dei tassi di mercato rilevati. La tabella - che è stata definita sentita la Banca d’Italia - è composta da 25 tassi che fanno riferimento alle predette categorie di operazioni. Le classi di importo riportate nella tabella sono aggregate sulla base della distribuzione delle operazioni tra le diverse classi presenti nella rilevazione statistica; lo scostamento dei tassi aggregati rispetto al dato segnalato per ciascuna classe di importo è contenuto.

Rilevazione dei tassi di interesse effettivi globali medi ai fini della legge sull’usura.

Medie aritmetiche dei tassi sulle singole operazioni delle banche e degli intermediari finanziari non bancari, corrette per la variazione del valore medio del tasso applicato alle operazioni di rifinanziamento principali dell’eurosistema.
Periodo della rilevazione: 1° aprile – 30 giugno 2014
Applicazione dal 1° ottobre fino al 31 dicembre 2014

Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 30 settembre 2014 sono stati resi noti i tassi effettivi globali medi, comprensivi di commissioni, di remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, riferiti ad anno, degli interessi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari iscritti negli elenchi tenuti dall’Ufficio italiano dei cambi e dalla Banca d’Italia ai sensi degli articoli 106 e 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, nel corso del trimestre precedente per operazioni della stessa natura.
I tassi di interesse effettivi globali medi ai sensi della legge sull’usura n. 108 del 1996 pubblicati nella tabella sovrastante sono in vigore per il periodo 1° ottobre - 31 dicembre 2014.
Ai fini della determinazione degli interessi usurari ai sensi dell’art. 2, comma 4, della legge 7 marzo 1996, n. 108 (come modificato dal decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito con modificazioni dalla legge 12 luglio 2011, n. 106) i tassi riportati nella tabella sovrastante, allegata al decreto ministeriale, devono essere aumentati di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori 4 punti percentuali. La differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali.
L’ultima colonna, evidenziata in grassetto, indica la soglia oltre la quale per ciascuna categoria di operazioni, il tasso di interesse applicato è da ritenersi usurario.