Calcolo danno morte congiunto

4.82 - 1122 voti

calcolo risarcimento danno morte congiuntoCalcolo del risarcimento del danno non patrimoniale per la perdita di un congiunto sia secondo i criteri elaborati dal Tribunale di Roma che secondo il Tribunale di Milano

Calcolo del risarcimento danno per perdita parentale

Calcolo del risarcimento secondo il Tribunale di Roma

Il calcolo del danno da perdita parentale elaborato dal Tribunale di Roma si basa su un sistema a punti per cui il corrispettivo economico del danno è determinato mediante l’attribuzione di un punteggio numerico da moltiplicarsi per una somma di denaro che costituisce il valore ideale del singolo punto di danno non patrimoniale.
Il punteggio numerico è determinato in relazione ai seguenti parametri:

  1. Rapporto di parentela tra vittima e superstite, dovendosi presumere che il danno è tanto maggiore quanto più stretto è il rapporto;
  2. Età del supersite, dovendosi ritenere tanto maggiore il danno quanto minore è la sua età;
  3. Età della vittima, dovendosi ritenere tanto minore il danno quanto maggiore è l’età della vittima al momento del fatto;
  4. Convivenza tra la vittima ed il superstite, dovendosi presumere che il danno sarà tanto maggiore quanto più costante è stata la frequentazione.
  5. Composizione del nucleo familiare, per cui quanto minore è il numero dei congiunti superstiti tanto maggiore è il danno patito.

Il sistema di calcolo tiene inoltre conto di taluni ulteriori parametri al fine di calibrare al meglio il risarcimento in relazione alla situazione concreta. In particolare rilevano la convivenza tra la vittima ed il congiunto superstite, per cui in può derivare la riduzione fino ad 1/3 del punteggio complessivo, nonché il fatto che la vittima fosse l’unico familiare e/o l’unico convivente del sopravvissuto, circostanze che diversamente determinano una maggiorazione del punteggio.

Calcolo del risarcimento secondo il Tribunale di Milano

Il calcolo del danno da perdita parentale elaborato dal Tribunale di Milano prevede una forbice di valori che consente al giudice di tener conto di tutte le circostanze del caso concreto (ad es. sopravvivenza o meno di altri congiunti del nucleo familiare primario, convivenza o meno di questi ultimi, qualità ed intensità della relazione affettiva familiare residua, qualità ed intensità della relazione affettiva che caratterizzava il rapporto parentale con la persona perduta).

Il giudice potrà riconoscere il danno da perdita del rapporto parentale anche a soggetti diversi da quelli previsti in Tabella, purché venga fornita la prova di un intenso legame affettivo e di un reale sconvolgimento di vita della vittima secondaria a seguito della morte del congiunto.

Danno non patrimoniale per la morte di un congiunto
Rapporto di parentela Minimo Massimo
A ciascun genitore per la morte del figlio € 165.960,00 € 331.920,00
A ciascun figlio per la morte del genitore € 165.960,00 € 331.920,00
A favore del coniuge(non separato) o convivente di fatto sopravvissuto € 165.960,00 € 331.920,00
A favore del fratello per la morte di un fratello € 24.020,00 € 144.130,00
A favore del nonno per la morte di un nipote € 24.020,00 € 144.130,00

Nei criteri orientativi il Tribunale di Milano ha ribadito che non esiste un minimo garantito da liquidarsi in ogni caso: il giudice deve valutare caso per caso e la parte è comunque gravata dagli oneri dì allegazione e prova del danno
non patrimoniale subito.
Tuttavia, ai fini della liquidazione dell’importo indicato in tabella (ad esempio: € 165.960,00) il giudice, in presenza di specifiche allegazioni dì parte, potrà fare utile applicazione anche e soprattutto della prova presuntiva.
I valori indicati in tabella sono infatti quelli medi che, di regola, la prassi giurisprudenziale ha ritenuto congruo ristoro compensativo nei rispettivi casi di decesso e relazioni parentali ivi previsti-La misura massima di personalizzazione prevista in tabella deve essere, invece, iipplicata dal giudice solo- laddove la parte, nel processo, alleghi e rigorosamente provi circostanze di fatto da cui possa desumersi il massimo sconvolgimento del la propria vita in conseguenza della perdita del rapporto parentale.
Infine, anche per il danno da perdita del rapporto parentale, vanno distinte le ipotesi integranti reati colposi o dolosi: la tabella si applica solamente alle prime. Nelle fattispecie in cui l’illecito sia stato cagionato con dolo, il giudice sarà libero di valutare tutte le peculiarità del caso concreto e potrà pervenire ad una liquidazione che superi la percentuale massima prevista in tabella.
In ogni caso rimane fermo il dovere di motivazione dei criteri adottati per graduare il risarcimento nel rctrifze previsto dalla Tabella od anche al di fuori della stessa.