Non è configurabile il reato di abuso di mezzi di correzione ai danni del figlio maggiorenne

Cassazione penale, sez. VI, 7 febbario 2011, n. 4444

Non è configurabile il reato di abuso di mezzi di correzione ai danni del figlio maggiorenne

Riferimenti

«Il reato di abuso dei mezzi di correzione, di cui all’art. 571 cod. pen., presuppone un uso consentito e legittimo degli stessi, tramutato per eccesso in illecito.
Tale reato è pertanto configurabile nei confronti del genitore fin tanto sussista in capo a quest’ultimo la potestà sui figli, potestà che gli conferisce, nell’interesse dei figli stessi, il diritto-dovere di educare la prole e alla quale corrisponde quella situazione di soggezione dei figlio che non può sottrarsi a tali poteri, dovendosi limitare a subirli (il che rende conseguentemente necessario un contrailo da parte dell’ordinamento sul loro corretto esercizio).
Deve pertanto affermarsi che non è configurabile il reato di abuso di mezzi di correzione, qualora il soggetto passivo sia il figlio già divenuto maggiorenne, ancorché convivente, trattandosi di persona non più sottoposta all’autorità del genitore».

Articolo 571 Codice penale
Abuso dei mezzi di correzione o di disciplina
Chiunque abusa dei mezzi di correzione o di disciplina (1) in danno di una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, ovvero per l’esercizio di una professione o di un’arte, è punito, se dal fatto deriva il pericolo di una malattia nel corpo o nella mente, con la reclusione fino a sei mesi.
Se dal fatto deriva una lesione personale, si applicano le pene stabilite negli articoli 582 e 583, ridotte a un terzo; se ne deriva la morte, si applica la reclusione da tre a otto anni.

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