Accertamento con adesione: cosa accade in caso di mancato invito a comparire

Cassazione civile, sez. tributaria, 24 agosto 2018, n. 21096

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Accertamento con adesione: cosa accade in caso di mancato invito a comparire

Accertamento con adesione: la violazione delle norme procedurali di cui al d.lgs. n. 218/1997 per omesso invito a comparire non incide sulla validità dell’atto impositivo

In tema di accertamento con adesione, la violazione delle norme procedurali di cui al d.lgs. n. 218 del 1997 (nella fattispecie in relazione all’ omesso invito a comparire ed alla mancata redazione di verbale negativo in seguito all’istanza del contribuente di accertamento con adesione) non incide sulla validità dell’atto impositivo.
In primo luogo non è prevista alcuna sanzione di nullità riguardo alla violazione di detta norma procedimentale ma, soprattutto, non può ipotizzarsi alcun pregiudizio sul diritto di difesa del contribuente.
Ed infatti, decorso il termine di sospensione di novanta giorni per l’impugnazione dell’avviso di accertamento, che segue automaticamente alla presentazione dell’istanza di definizione, il contribuente può far valere in sede giurisdizionale i vizi dell’avviso di accertamento, senza che possa ipotizzarsi, pertanto, alcun effettivo pregiudizio al diritto di difesa del contribuente medesimo.

Nel caso in cui l’Ufficio ometta l’invito a comparire – alla ripresa del termine allo scadere dei novanta giorni di sospensione previsto dal D.Lgs. n. 218 del 1997, art. 12, comma 2 – il contribuente può e deve dolersi in sede giudiziaria al sia dell’eventuale illegittimità dell’avviso, sia dell’illegittimità del diniego di definizione del procedimento di accertamento con adesione da lui richiesto, conseguito all’inerzia dell’Amministrazione a provvedere sull’istanza nei termini, omettendo anche l’invito a comparire.
A tale riguardo la Corte rammenta come “la presentazione dell’istanza di definizione, così come il protrarsi nel tempo della relativa procedura, non comportano l’inefficacia dell’avviso di accertamento, ma ne sospendono soltanto il termine d’impugnazione per 90 giorni, decorsi i quali, senza che sia stata perfezionata la definizione consensuale, l’avviso di accertamento, in assenza di tempestiva impugnazione, diviene definitivo, poiché, a norma del D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218, art. 6 e art. 12 soltanto all’atto del perfezionamento della definizione l’avviso perde efficacia”.

Art. 12 D.Lgs. n. 218 del 1997
Istanza del contribuente.
1. Nel caso in cui sia stato notificato avviso di accertamento, non preceduto dall’invito di cui all’articolo 11, il contribuente, anteriormente all’impugnazione dell’atto innanzi la commissione tributaria provinciale, può formulare in carta libera istanza di accertamento con adesione, indicando il proprio recapito, anche telefonico.
2. La presentazione dell’istanza, anche da parte di un solo obbligato, comporta la sospensione, per tutti i coobbligati, dei termini per l’impugnazione indicata al comma 1 e di quelli per la riscossione delle imposte in pendenza di giudizio, per un periodo di novanta giorni. L’impugnazione dell’atto da parte del soggetto che abbia richiesto l’accertamento con adesione comporta rinuncia all’istanza.
3. Entro quindici giorni dalla ricezione dell’istanza, l’ufficio, anche telefonicamente o telematicamente, formula al contribuente l’invito a comparire.
4. All’atto del perfezionamento della definizione, l’avviso di cui al comma 1 perde efficacia.