Ammesso solo in primo grado l’accertamento pregiudiziale su efficacia, validità o interpretazione dei contratti collettivi

Cassazione civile, sez. lavoro, 1 marzo 2007, n. 4834

Ammesso solo in primo grado l’accertamento pregiudiziale su efficacia, validità o interpretazione dei contratti collettivi

Riferimenti

L’art. 420 bis c.p.c., introdotto dal d.lgs. n. 40/2006, prevede che il giudice del lavoro possa affrontare in via pregiudiziale le questioni concernenti “l’efficacia, la validità o l’interpretazione delle clausole di un contratto o accordo collettivo nazionale”.
La relativa sentenza, dispone il secondo comma dell’art. 420 bis, è impugnabile con ricorso per cassazione, da proporsi nel termine perentorio di sessanta giorni dall’avviso di deposito.
La questione che i giudici della S.C. hanno risolto in senso negativo riguarda l’applicabilità di detta norma al grado d’appello oltre che al primo grado di giudizio.
A sostegno dell’applicabilità dell’art. 420 bis al solo giudizio di primo grado un duplice ordine di argomenti: testuale e logico.
Il testo della norma prevede che il giudice che decida di affrontare la questione pregiudiziale possa comunque impartire i provvedimenti necessari per l’istruzione della causa, ed è nel giudizio di primo grado ad essere tipicamente dedicato all’assunzione dei mezzi istruttori, mentrè è ipotesi del tutto residuale in grado d’appello.
Inoltre occorre rilevare come l’unico strumento di impugnazione previsto avverso la sentenza relativa a tale accertamento pregiudiziale sia il ricorso per Cassazione, con esclusione dell’appello, mentre la sentenza di secondo grado è già di per sè soltanto ricorribile.
Alle argomentazioni testuali la S.C. affianca una ben più convincente interpretazione logico-giuridica, coordinando la norma in esame con i principi costituzionali della ragionevole durata del processo (art. 111 Cost) e dell’immediatezza della tutela giurisdizionale (art. 24, Cost.).
Se è vero che la legge “la legge imporre oneri finalizzati a salvaguardare interessi generali, con le dilazioni conseguenti”, è pur vero che la normativa processuale, che comporti tale ritardo, debba essere “modulata secondo linee che rendono intrinsecamente ragionevole il limite all’immediatezza della tutela giurisdizionale” (C. Cost. n. 276/2000)
«Questo bilanciamento, nel caso dell’art. 420 bis c.p.c., non è lo stesso nel giudizio di primo grado ed in quello di appello.
L’accertamento pregiudiziale in limine litis del giudizio di primo grado vede il ritardo della completa definizione della lite compensato dalla più rapido intervento della Corte di Cassazione, perchè realizzato omisso medio, nella verifica che l’interpretazione da cui muove il Giudice di primo grado sia corretta.
Invece nel giudizio di appello la pronuncia definitiva che renderebbe il Giudice in quel grado è già di per sè soltanto ricorribile per Cassazione e quindi il ritardo conseguente allo sdoppiamento del processo tra accertamento incidentale e pronuncia definitiva sulla domanda non ha di norma un’apprezzabile contropartita»

Accertamento pregiudiziale sull’efficacia, validità ed interpretazione dei contratti e accordi collettivi
Quando per la definizione di una controversia di cui all’articolo 409 è necessario risolvere in via pregiudiziale una questione concernente l’efficacia, la validità o l’interpretazione delle clausole di un contratto o accordo collettivo nazionale, il giudice decide con sentenza tale questione, impartendo distinti provvedimenti per l’ulteriore istruzione o, comunque, per la prosecuzione della causa fissando una successiva udienza in data non anteriore a novanta giorni.
La sentenza è impugnabile soltanto con ricorso immediato per cassazione da proporsi entro sessanta giorni dalla comunicazione dell’avviso di deposito della sentenza.
Copia del ricorso per cassazione deve, a pena di inammissibilità del ricorso, essere depositata presso la cancelleria del giudice che ha emesso la sentenza impugnata entro venti giorni dalla notificazione del ricorso alle altre parti; il processo è sospeso dalla data del deposito.

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