Ai liquami zootecnici dispersi al suolo si applica la normativa in tema di rifiuti

Cassazione penale, sez. III, 6 febbraio 2019, n. 5813

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Ai liquami zootecnici dispersi al suolo si applica la normativa in tema di rifiuti ex art. 256 d.lgs. 152/2006 e non quella in materia di acque reflue

La disciplina sanzionatoria in materia di acque reflue trova applicazione solo se il collegamento fra ciclo di produzione del refluo e recapito finale sia diretto ed attuato, senza soluzione di continuità, mediante una condotta o altro sistema stabile di collettamento.
Per la nozione di scarico il d.lgs. 152/2006, all’art. 183, lettera hh) rinvia all’art. 74, comma 1, lett. ff) norma che definisce quale “scarico: qualsiasi immissione effettuata esclusivamente tramite un sistema stabile di collettamento che collega senza soluzione di continuità il ciclo di produzione del refluo con il corpo ricettore acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione.”
Ne consegue che la disciplina delle acque sarà applicabile in tutti quei casi nei quali si è in presenza di uno scarico, anche se soltanto periodico, discontinuo o occasionale, di acque reflue in uno dei corpi recettori specificati dalla legge ed effettuato tramite condotta, tubazioni, o altro sistema stabile.
In tutti gli altri casi nei quali manchi il nesso funzionale e diretto delle acque reflue con il corpo recettore si applicherà, invece, la disciplina sui rifiuti.
Ad identiche conclusioni si è pervenuti anche con riferimento alla raccolta di liquami zootecnici in vasche, così come nella fattispecie.
In assenza di diretta immissione nel suolo, nel sottosuolo o nella rete fognaria mediante una condotta o un sistema stabile di collettamento anche i liquami zootecnici sono da considerarsi rifiuti allo stato liquido, soggetti alla distinta disciplina dell’art. 256 D.Lgs. n. 152 del 2006.