Annullabile il contratto di assicurazione se l’assicurato omette volontariamente di riferire circostanze che possono avere influenza sul rischio assicurato

Cassazione civile, sez. III, 29 maggio 2018, n. 13399

Annullabile il contratto di assicurazione se l’assicurato omette volontariamente di riferire circostanze che possono avere influenza sul rischio assicurato

Riferimenti

In materia di oneri di informazione da parte dell’assicurato occorre fare riferimento al precedente stabilito da Cass. Sez. 3 -, Ordinanza n. 19520 del 04/08/2017, ove si sancisce che “il contratto di assicurazione è annullabile per reticenza o dichiarazioni inesatte ex art. 1892 c.c., quando l’assicurato abbia con coscienza e volontà omesso di riferire all’assicuratore, nonostante gli sia stata rivolta apposita domanda, circostanze suscettibili di esercitare una effettiva influenza sul rischio assicurato, non essendo necessaria anche la consapevolezza di essere affetto dalla specifica malattia che abbia poi dato luogo al sinistro”.
Sul ivi punto, rileva anche il precedente di cui a Cass., Sez. 3, Sentenza n. 25011 del 10/10/2008, ove si afferma che “la conoscenza da parte dell’impresa assicuratrice della reticenza dell’assicurato o dell’inesattezza delle sue dichiarazioni, rilevante ai fini dell’annullamento del contratto di assicurazione, non può essere confusa con quella dei soggetti che non hanno il potere di rappresentarla, il cui stato soggettivo è irrilevante ai sensi dell’art. 1391 c.c.. Peraltro non può escludersi che, anche in assenza del potere rappresentativo (come nel caso di espletamento della relativa attività da parte di procacciatore d’affari o agente privo di rappresentanza), possa verificarsi un trasferimento di conoscenze acquisite in relazione al rischio assicurato dall’incaricato alla compagnia di assicurazioni, sua mandante, ma, ai fini del recesso, è necessario che tale trasmissione di conoscenze sia concretamente provata dall’assicurato, anche mediante presunzioni”

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Massima tratta da: Estratto della sentenza