Il soggetto agli arresti domiciliari può essere autorizzato a lasciare il domicilio per visitare il figlio minore.

Cassazione penale, sez. II, 22 aprile 2016, n. 16964

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Il soggetto agli arresti domiciliari può essere autorizzato a lasciare il domicilio per visitare il figlio minore.

La Seconda sezione penale della Corte di cassazione, decidendo in materia di autorizzazione ad assentarsi dal luogo degli arresti domiciliari ai sensi dell’art. 284, comma 3, cod. proc. pen., ha affermato che la nozione di “indispensabili esigenze di vita” deve essere intesa non in senso meramente materiale o economico, bensì tenendo conto della necessità di tutelare i diritti inviolabili della persona individuati dall’art. 2 della Costituzione.
Nella fattispecie in cui la S.C. ha annullato l’ordinanza del riesame che aveva rigettato la richiesta di un padre, finalizzata a garantire il rapporto genitoriale, di poter incontrare la figlia minore fuori dal domicilio di restrizione, nei tempi prescritti nel provvedimento di separazione legale.

Art. 284, comma 3, cod. proc. pen.
Se l’imputato non può altrimenti provvedere alle sue indispensabili esigenze di vita ovvero versa in situazione di assoluta indigenza, il giudice può autorizzarlo ad assentarsi nel corso della giornata dal luogo di arresto per il tempo strettamente necessario per provvedere alle suddette esigenze ovvero per esercitare una attività lavorativa.

Massima tratta da: Massimario della Corte di Cassazione

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