L’assegnazione della casa familiare è opponibile a terzi anche in assenza di trascrizione.

Cassazione civile, sez. VI, 23 ottobre 2014, n. 22593

L’assegnazione della casa familiare è opponibile a terzi anche in assenza di trascrizione.

Riferimenti

Ai sensi dell’art. 6, comma 6, della legge n. 898 del 1970 e successive modifiche, il provvedimento di assegnazione della casa familiare, in caso di divorzio o di separazione personale, avente per definizione data certa, è opponibile al terzo acquirente dell’immobile in data successiva, pur se il provvedimento “de quo” non è stato trascritto, per il novennio decorrente dall’assegnazione, ed anche dopo il novennio ove il titolo sia stato in precedenza trascritto.

Art. 6, comma 6, legge n. 898/1970
L’abitazione nella casa familiare spetta di preferenza al genitore cui vengono affidati i figli o con il quale i figli convivono oltre la maggiore età. In ogni caso ai fini dell’assegnazione il giudice dovrà valutare le condizioni economiche dei coniugi e le ragioni della decisione e favorire il coniuge più debole. L’assegnazione, in quanto trascritta, è opponibile al terzo acquirente ai sensi dell’art. 1599 del codice civile.

Art.1599 codice civile – Trasferimento a titolo particolare della cosa locata.
Il contratto di locazione è opponibile al terzo acquirente, se ha data certa anteriore all’alienazione della cosa. La disposizione del comma precedente non si applica alla locazione di beni mobili non iscritti in pubblici registri, se l’acquirente ne ha conseguito il possesso in buona fede. Le locazioni di beni immobili non trascritte non sono opponibili al terzo acquirente, se non nei limiti di un novennio dall’inizio della locazione. L’acquirente è in ogni caso tenuto a rispettare la locazione, se ne ha assunto l’obbligo verso l’alienante.

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