Sul beneficio previdenziale per esposizione all’amianto

Cassazione civile, sez. lavoro, 11 dicembre 2018, n. 32003

76
5.00 - 1 voto

Sul beneficio previdenziale per esposizione allamianto ex articolo 13, comma 8 della legge 257/1992

Dispone il testo dell’articolo 13, comma 8 della legge 257/1992 nella sua attuale stesura che “Per i lavoratori che siano stati esposti all’amianto per un periodo superiore a dieci anni, l’intero periodo lavorativo soggetto all’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali derivanti dall’esposizione all’amianto, gestita dall’INAIL, è moltiplicato, ai fini delle prestazioni pensionistiche, per il coefficiente di 1,5”
Tale beneficio beneficio previdenziale per esposizione all’amianto si riferisce a tutti i lavoratori dipendenti, a qualunque categoria essi appartengano, purché essi siano stati comunque esposti all’amianto.
Inoltre, ai fini del diritto ai medesimi benefici conta qualunque tipo di esposizione che raggiunga la soglia dettata ai sensi del D.Lgs. n. 277 del 1991, per il periodo ultradecennale previsto dal legislatore, sia essa diretta o indiretta.
La giurisprudenza di legittimità ha infatti ritenuto che quando il legislatore utilizza espressioni generiche come “esposizione all’amianto” o come “lavoratori che siano stati esposti all’amianto”, senza apportarvi alcuna limitazione, il termine “esposizione” non può che essere inteso nel suo significato ampio, riferito a tutto l’ambiente di lavoro, in una palese logica del rischio ambientale, per cui è esposto al rischio non solo l’operaio che è addetto o a contatto con le lavorazioni che utilizzano amianto, ma anche chi (a qualunque categoria lavorativa appartenga) svolga la sua attività in ambienti nei quali vi sia comunque diffusione e concentrazione di amianto, addetto o meno a specifiche lavorazioni dell’amianto.
A tale riguardo l’orientamento di legittimità (Cass. n. 1810 del 02/02/2015; n. 10671 del 26/06/2012; n. 6360 del 23/04/2012) che si è formato in materia di accertamento del beneficio della L. n. 257 del 1992, ex art. 13, comma 8, con particolare riferimento al criterio da assumere per il calcolo della esposizione media,  ritiene che occorre verificare se vi sia stato superamento della concentrazione media della soglia di esposizione all’amianto di 0,1 fibre per centimetro cubo, quale valore medio giornaliero su otto ore al giorno, avuto riguardo ad ogni anno utile compreso nel periodo contributivo ultradecennale in accertamento e non, invece, in relazione a tutto il periodo globale di rivalutazione, dovendosi ritenere il parametro annuale (esplicitamente considerato dalle disposizioni successive che hanno ridisciplinato la materia) quale ragionevole riferimento tecnico per determinare il valore medio e tenuto conto, in ogni caso, che il beneficio è riconosciuto per periodi di lavoro correlati all’anno.

Testo integrale della sentenza: Cassazione civile, sez. lavoro, 11 dicembre 2018, n. 32003