Lo straniero nato in Italia acquisisce la cittadinanza al compimento della maggiore età solo se ha risieduto legalmente in Italia

Cassazione civile, sez. I, 17 maggio 2017, n. 12380

Lo straniero nato in Italia acquisisce la cittadinanza al compimento della maggiore età solo se ha risieduto legalmente in Italia

Riferimenti

L’art. 4, comma 2 della L. n. 91 del 1992 stabilisce che: “Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data”.
Tale norma va interpretata nel senso che al fine del conseguimento della cittadinanza italiana occorre una residenza in Italia, effettiva e non formale, e che sia residenza “legale” ovvero non in violazione delle norme che regolano l’ingresso, la circolazione ed il soggiorno degli stranieri.

L’interpretazione dell’avverbio “legalmente” è infatti pressoché unanime in dottrina come in giurisprudenza, e ciò anche con riferimento al successivo art. 9 (che parimenti richiede la residenza legale e decennale in italia – cfr. TAR Lombardia Brescia, sez. II, 8 gennaio 2014, n. 6
e su questo sito il relativo commento)

Evidenzia altresì la Corte come “L’affacciarsi del fenomeno della migrazione al momento dell’entrata in vigore della legge sulla cittadinanza ha dettato l’esigenza di qualificare come “legale” la condizione costituita dall’ininterrotta residenza, utilizzando un termine del tutto eterogeneo rispetto alla qualificazione normativa della residenza desumibile dall’art. 43 c.c. o dalle norme processuali sulle notificazioni degli atti”.

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