Commette abuso d’ufficio il poliziotto che chiede informazioni tramite il fax dell’ufficio per favorire il lavoro della moglie

Cassazione penale, sez. VI, 4 maggio 2011 n. 20094

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Commette abuso d’ufficio il poliziotto che chiede informazioni tramite il fax dell’ufficio per favorire il lavoro della moglie

Integra il delitto di abuso d’ufficio, e non quello di peculato, la condotta di un ispettore della Polizia di Stato che, utilizzando il fax in dotazione dell’ufficio, richieda all’A.C.I. notizie ed informazioni sulle autovetture di lusso immatricolate in una data provincia, al fine di procurare un ingiusto vantaggio patrimoniale al coniuge, procacciatore d’affari presso un’agenzia di assicurazioni. Diversamente tali informazioni avrebbero potuto essere ottenute dalla moglie assicuratrice solo previo pagamento.
L’abuso consistito nell’aver chiesto indebitamente, utilizzando il fax dell’Ufficio, informazioni all’ACI sulle autovetture di grossa cilindrata immatricolate in un certo comune in ciò simulando un’inesistente necessità connessa a ragioni di indagini di polizia giudiziaria e bensì per scopi del tutto privati (nella fattispecie per favorire la moglie, procacciatrice di affari per conto di un’agenzia di assicurazioni) integra il reato di abuso d’ufficio (323 c.p.) e non quello di peculato (art. 314 c.p.)
Mentre nel delitto di peculato la condotta consiste nell’appropriazione di danaro o altra cosa mobile altrui, di cui il responsabile abbia il possesso o la disponibilità per ragioni del suo ufficio – onde la violazione dei doveri di ufficio costituisce esclusivamente la modalità della condotta, cioè dell’appropriazione -, nella figura criminosa di abuso di ufficio – di carattere sussidiario – la condotta si identifica con l’abuso funzionale, cioè con l’esercizio delle potestà e con l’uso dei mezzi inerenti ad una funzione pubblica per finalità differenti da quelle per le quali l’esercizio del potere è concesso, e finalizzate, mediante attività di rilevanza giuridica o comportamenti materiali, a procurare un vantaggio patrimoniale per sè o per altri ovvero ad arrecare ad altri un ingiusto danno (Cass. Sez. 6 16/10/95-10/1/96 n. 607 Rv.203404; 4/6/97-8/6/98 n. 6753 Rv. 211011; 14/11/01-17/1/02 n. 1905 Rv. 220431).

Testo integrale della sentenza: Cassazione penale, sez. VI, 4 maggio 2011 n. 20094