Commette reato l’ex coniuge che stacca le utenze della casa assegnata all’altro

Cassazione penale, sez. VI, 27 marzo 2019, n. 13407

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Commette reato l’ex coniuge che distacca le utenze della casa assegnata all’altro coniuge in caso di ritardo nelle volture

Commette il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni l’ex coniuge che provveda al distacco delle utenze a fronte dell’inerzia dell’altro coniuge nell’effettuare le volture delle utenze stesse a proprio nome.
Nella fattispecie l’ex marito, dopo aver intimato più volte all’ex moglie di procedere alla voltura delle forniture di energia elettrica e gas dell’abitazione familiare a lei assegnata in sede di separazione ma con accollo delle spese di gestione, aveva provveduto personalmente al distacco, costringendo la donna e i figli a vivere nell’appartamento senza poter usufruire di tali servizi.

L’imputato aveva prospettato come elemento a sua discolpa il fatto di non essere tenuto al pagamento delle utenze sulla scorta di quanto deciso in sede civile e che l’interruzione era avvenuta per soltanto rimediare all’inerzia della ex moglie, più volte sollecitata ad effettuare la voltura dei contratti. Quindi, in definitiva, che la sua condotta fosse stata attuata nella convinzione di tutelare un preteso diritto.

Tale circostanza, introdotta dall’imputato come esimente della condotta contestata, non può tuttavia rendere lecita la sua azione, posto che si versa in ogni caso nella fattispecie di esercizio arbitrario del diritto, ai sensi dell’art. 393 c.p..
Secondo la S.C. «Va rammentato infatti che la esigenza della tutela del diritto costituisce il nucleo del suddetto reato e che, pertanto, in relazione ad esso non è applicabile la scriminante dell’esercizio del diritto (per tutte, Sez. 6, n. 25262 del 21/02/2017, S, Rv. 270484), ben potendo l’esercizio di un diritto cosiddetto “contestabile” avvenire ricorrendo all’intervento dirimente del giudice, non essendo consentito legittimare l’autosoddisfazione per il superamento degli ostacoli che si frappongono al concreto esercizio del diritto».