Il credito del professionista per la domanda di concordato preventivo è prededucibile

Cassazione civile, sez. I, 21 novembre 2018, n. 30114

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Il credito del professionista per la domanda di concordato preventivo è prededucibile

Il credito del professionista che abbia elaborato la domanda di concordato preventivo rientra fra i crediti prededucibili in ipotesi di fallimento successivo alla domanda di concordato

In ipotesi di fallimento successivo alla domanda di concordato, il credito del professionista che abbia svolto attività di assistenza e consulenza per la redazione e la presentazione della domanda di concordato preventivo deve considerarsi un credito prededucibile ai sensi dell’art 111 LF.
Detto credito rientra pacificamente tra i crediti sorti “in funzione” della procedura e, come tale, a norma dell’art. 111, comma 2, l. fall., va soddisfatto in prededuzione nel successivo fallimento.
Inoltre l’art. 111 l. fall. non richiede che debba essere dimostrata l’utilità concreta di tali prestazioni professionali per la massae, per di più, con riguardo alla procedura di fallimento.
Peraltro, in sintonia con quanto già statuito in precedenti decisioni (Cfr. Cass. n. 6031/14), l’accesso alla procedura di concordato preventivo comporta comunque dei vantaggi per i creditori attraverso la retrodatazione del periodo sospetto ai fini dell’azione revocatoria fallimentare e la cristallizzazione della massa debitoria.

Testo integrale della sentenza: Cassazione civile, sez. I, 21 novembre 2018, n. 30114