Decorso del termine per l’azione di risarcimento del danno da atto amministrativo illegittimo

Cassazione civile, sez. unite, 8 aprile 2008, n. 9040

Decorso del termine per l’azione di risarcimento del danno da atto amministrativo illegittimo

Riferimenti

Le Sezioni Unite con la decisione in esame hanno affermato che la facoltà di agire per il risarcimento del danno ingiusto causato da atto amministrativo illegittimo – senza la necessaria pregiudiziale impugnazione del medesimo atto lesivo – implica che il termine di prescrizione dell’azione di risarcimento decorre dalla data dell’illecito e non da quella del passaggio in giudicato della sentenza di annullamento da parte del giudice amministrativo.
La pronuncia della Suprema Corte – che appare strettamente legata alla “svolta giurisprudenziale” contraria alla cd. pregiudiziale amministrativa; sul punto cfr. Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, ord. 13 giugno 2006 nn. 13659 e 13660; Cass. Civ., 15 giugno 2006, n. 13911; Cass. Civ., n. 13 del 5 gennaio 2007; Cass. Civ., n. 1139 del 19 gennaio 2007, Cass. Sez. I Civ., 17 ottobre 2007, n. 21850 e la recentissima Cass., Sez. un., ord. 7 gennaio 2008, n. 35 – si contrappone all’orientamento finora dominante (non solo nella giurisprudenza ordinaria) che riteneva di dover ancorare la decorrenza del termine prescrizionale alla data del passaggio in giudicato della sentenza demolitoria dell’atto amministrativo illegittimo e lesivo.
In particolare, secondo la pronuncia dell’Adunanza Plenaria n. 2 del 9 febbraio 2006, in punto di prescrizione della domanda risarcitoria le regole da applicare sono le seguenti:
a) la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere: art. 2935 c.c.;
b) se l’interruzione è avvenuta mediante un atto che dà inizio ad un giudizio o con una domanda proposta nel corso di un giudizio, il nuovo periodo di prescrizione non decorre fino al momento in cui passa in giudicato la sentenza che definisce il giudizio: art. 2945, secondo comma, c.c..
Ne segue che condizione necessaria per la domanda di risarcimento è la pronuncia che riconosce l’illegittimità di provvedimenti dalla cui esecuzione sorgono i danni lamentati e che, in caso di atti autoritativi, è pronuncia che spetta al giudice amministrativo (cfr. Cons. Stato, Ad. plen., n. 4 del 2003). Ed è perciò dal passaggio in giudicato della decisione del giudice amministrativo che può avere inizio il decorso del periodo di prescrizione (per una più recente applicazione cfr. Cons. Stato, sez. V, 25 luglio 2006, n. 4645 secondo cui la prescrizione del diritto al risarcimento del danno da atto illegittimo decorre dal passaggio in giudicato della sentenza di annullamento).
Nello stesso senso risultava orientata una parte della giurisprudenza civile (si ribadisce, anteriore alla predetta “svolta” sulla pregiudiziale), la quale aveva stabilito che “rispetto al diritto al risarcimento del danno derivato dall’esecuzione di provvedimenti illegittimi della pubblica amministrazione,” la domanda di annullamento di tali atti determina l’interruzione della prescrizione, fino al momento in cui passa in giudicato la sentenza che definisce quel giudizio: cfr. Cass. Sez. Un. 21 luglio 1999, n. 483; Cass. 14 luglio 2004, n. 13065; n. 9987 del 2004; n. 17940 del 2003; n. 16032 del 2002 e n. 3726 del 2000 (nelle quali si accoglie la premessa che, ai fini risarcitori, è necessario il previo accertamento della illegittimità dei provvedimenti da parte del giudice competente).

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Massima tratta da: Ildirittoamministrativo.it

Leggi il testo completo della sentenza: Cassazione civile, sez. unite, 8 aprile 2008, n. 9040