Il decreto ingiuntivo non consente il pagamento in assenza del DURC

Cassazione civile, sez. unite, 16 febbraio 2017, n. 4092

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Il decreto ingiuntivo non consente il pagamento in assenza del DURC

Il giudicato del giudice ordinario formatosi sul decreto ingiuntivo, riguardando esclusivamente l’accertamento dell’esistenza e dell’entità del credito, non consente di superare la verifica della regolarità contributiva.

Il DURC, documento unico di regolarità contributiva, attesta “la correttezza nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali, assistenziali ed assicurativi, nonché in tutti gli altri obblighi previsti dalla normativa vigente riferita all’intera situazione aziendale”.
Tale documento è finalizzato alla repressione del lavoro nero e delle irregolarità assicurative e contributive.
Il D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207, art. 6 definisce il DURC documento unico di regolarità contributiva come “il certificato che attesta contestualmente la regolarità di un operatore economico per quanto concerne gli adempimenti INPS, INAIL, nonché cassa edile per i lavori, verificati sulla base della rispettiva normativa di riferimento”.
La regolarità contributiva oggetto del documento unico di regolarità contributiva riguarda tutti i contratti pubblici, siano essi di lavori, di servizi o di forniture.

Con D.M. 30 gennaio 2015 sono state introdotte norme di semplificazione in materia di DURC con la previsione della possibilità della verifica della regolarità contributiva in tempo reale; all’art. 7 è previsto che l’esito positivo della verifica di regolarità genera un documento in formato “pdf” non modificabile contenente la dichiarazione di regolarità e che tale documento ha validità di 120 giorni dalla data di effettuazione della verifica.
Con successivo D.M. 23 febbraio 2016 sono state introdotte ulteriori semplificazioni alla disciplina del DURC online contenuta nel D.M. 30 gennaio 2015.
La regolarità contributiva costituisce dunque un requisito per procedere al pagamento da parte dell’ente pubblico e di conseguenza, avendo il DURC una validità di 120 giorni dal rilascio, esso deve essere rinnovato scaduto tale termine, per essere in corso di validità al momento del pagamento.

Tenendo conto della necessità di attestazione della regolarità contributiva al momento dell’aggiudicazione dell’appalto o della conclusione del contratto con l’ente pubblico, che incide sulla ammissione alla gara o sulla possibilità di stipula del contratto, e della necessità di attestazione della regolarità contributiva legata al momento temporale del pagamento della prestazione, che impedisce il pagamento da parte dell’ente pubblico ad imprese non in regola, il giudicato del giudice ordinario formatosi sul decreto ingiuntivo – che riguarda esclusivamente l’accertamento dell’esistenza e dell’entità del credito – non consente di superare la verifica della regolarità contributiva.
Costituendo il DURC certificazione attestante la regolarità contributiva di quest’ultimo, temporalmente fissata proprio al momento del menzionato pagamento, non incide sull’esistenza o l’entità del credito, né integra il giudicato del giudice ordinario.

Ne deriva che, in tema di ottemperanza al giudicato formatosi sull’ingiunzione di pagamento emessa dal giudice ordinario nei confronti di un comune, non incorre in eccesso di potere giurisdizionale il giudice amministrativo che, nel dare esecuzione a quel titolo, ne subordini il pagamento alla presentazione del DURC ad opera del creditore.
Si tratta piuttosto della conferma di un obbligo di legge – congruente con la fase del giudizio di esecuzione, quale è quello di ottemperanza suddetto – previsto anche per l’adempimento dell’obbligazione da parte dell’ente pubblico, cui è imposto di sanare l’irregolarità contributiva nei confronti degli enti previdenziali ed assicurativi utilizzando le somme spettanti al creditore.

Testo integrale della sentenza: Cassazione civile, sez. unite, 16 febbraio 2017, n. 4092