Il difensore ha diritto di ascoltare i file audio delle intercettazioni

Cassazione penale sez. IV, 15 novembre 2017, n. 57195

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Il difensore ha diritto di ascoltare ed estrarre copia dei file audio delle intercettazioni, diritto non limitabile né assoggettabile ad autorizzazioni.

Il diritto del difensore di ascoltare le registrazioni di conversazioni o comunicazioni intercettate e di estrarre copia dei “files” audio, dopo il deposito effettuato ai sensi dell’art. 268, comma 4, cod. proc. pen., non è suscettibile di limitazione né è subordinato ad autorizzazione.
La violazione del diritto all’ascolto delle registrazioni e quello legato alla copia dei files audio dà luogo ad una compressione del diritto di difesa, tale da concretare una nullità di ordine generale a regime intermedio, ai sensi dell’art. 178 c.p.p., lett. c), perché cade direttamente sulla possibilità di vaglio critico del momento nel quale si concreta la prova, ossia la registrazione. Tale vizio non è esclusivamente riscontrabile in sede cautelare, ma, in ragione di quanto indicato dalla Corte Costituzionale con ordinanza n. 255 del 5 novembre 2012, è destinato ad operare “anche” in tale fase incidentale (Sez. 6, n. 41362 del 11/07/2013, Drago, Rv. 25780401).
A tale riguardo la Suprema Corte ha rammentato che, in tema di intercettazioni, l’elemento concretante la prova è dato dai supporti sui quali risultano registrate le conversazioni captate mentre non lo sono le trascrizioni sommarie delle conversazioni rese dalla polizia giudiziaria (i cosiddetti brogliacci), né le trascrizioni integrali delle stesse che, nel costante orientamento della Corte di Cassazione, costituiscono una rappresentazione grafica del contenuto di prove già acquisite mediante registrazione fonica (Sez. 6, n. 13213 del 15/03/2016, Giorgini, Rv. 26677501; Sez. 2, n. 5472 del 28/01/2016, Mancuso, Rv. 26620101; Sez. 2, n. 4243 del 25/10/2011, dep. 2012, Stepich, Rv. 25220201).

Art. 268 bis c.p.p.
Deposito di verbali e registrazioni

1. Entro cinque giorni dalla conclusione delle operazioni, il pubblico ministero deposita le annotazioni, i verbali e le registrazioni, unitamente ai decreti che hanno disposto, autorizzato, convalidato o prorogato l’intercettazione, e forma l’elenco delle comunicazioni o conversazioni e dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche rilevanti a fini di prova.
2. Ai difensori delle parti e’ immediatamente dato avviso della facoltà di esaminare gli atti, di prendere visione dell’elenco di cui al comma 1, nonché di ascoltare le registrazioni e di prendere cognizione dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche.
3. Se dal deposito può derivare un grave pregiudizio per le indagini, il giudice autorizza il pubblico ministero a ritardarlo, non oltre la chiusura delle indagini.

Testo integrale della sentenza: Cassazione penale sez. IV, 15 novembre 2017, n. 57195