Immissioni di fumo: il risarcimento è dovuto anche in assenza di danno biologico documentato

Cassazione civile, sez. II, 1 ottobre 2018, n. 23754

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Il danno da immissioni di fumo è risarcibile anche solo in base ad una violazione oggettiva dei limiti di legge. L’assenza di un danno biologico documentato non osta al risarcimento del danno non patrimoniale conseguente ad immissioni illecite, allorché siano stati lesi il diritto al normale svolgimento della vita familiare.

In materia di danno non patrimoniale da immissioni, la Suprema Corte (Cass. S.U. n. 2611/2017) ha di recente affermato che l’assenza di un danno biologico documentato non osta al risarcimento del danno non patrimoniale conseguente ad immissioni illecite, allorché siano stati lesi il diritto al normale svolgimento della vita familiare all’interno della propria abitazione ed il diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiane, quali diritti costituzionalmente garantiti, nonché tutelati dall’art. 8 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, la prova del cui pregiudizio può essere fornita anche con presunzioni.
Il danno biologico peraltro non costituisce una tipologia di danno distinta da quello morale, rientrando entrambi nella più ampia nozione di danno non patrimoniale (Sezioni Unite sentenza n. 26972/2008).
Nella fattispecie dal materiale istruttorio è emerso un quadro sufficientemente chiaro e completo circa i disagi sofferti dalla famiglia in conseguenza delle immissioni prodotte dalla canna fumaria, dandosi conto della complessiva situazione di difficile vivibilità dell’abitazione. Ciò consentiva di ritenere adeguatamente giustificata l’attribuzione del danno morale.

Testo integrale della sentenza: Cassazione civile, sez. II, 1 ottobre 2018, n. 23754