Impugnazione del provvedimento di revoca del gratuito patrocinio

Cassazione civile, sez. II, ord. 8 marzo 2018, n. 5535

Impugnazione del provvedimento di revoca del gratuito patrocinio

Riferimenti

Il provvedimento di revoca del gratuito patrocinio va opposto davanti al capo dell’ufficio giudiziario dell’ufficio giudiziario del magistrato che ha disposto la revoca.

«Il potere di revoca dell’ammissione patrocinio a spese dello Stato, attribuito dall’art. 136 del D.P.R. n. 115 del 2002 al giudice davanti al quale si procede, […] deve ritenersi riservato al giudice di ciascun grado del giudizio di merito, in relazione alla (sola) fase processuale svoltasi davanti a lui, mentre, per quanto attiene al giudizio di legittimità, va riconosciuto in capo al giudice di merito cui spetta il potere di liquidazione dei relativi compensi ai sensi dell’art. 83 del D.P.R. n. 115 del 2002 (cfr., per l’individuazione di tale giudice, Cass., Sez. 3, Ordinanza n. 11028 del 13/05/2009, Rv. 608343 – 01; Sez. 1, Ordinanza n. 23007 del 12/11/2010, Rv.614529 – 01).
Si tratta comunque di un potere diverso rispetto a quello di decidere la controversia tra le parti, e per tale motivo esso va di regola esercitato con autonomo decreto, la cui natura è quella di un provvedimento non decisorio e non definitivo in relazione al merito della suddetta controversia, rispetto alla quale risulta del tutto estraneo, sia per quanto attiene all’oggetto, sia per quanto attiene alle parti del procedimento.
L’assoluta autonomia di tale decreto rispetto al provvedimento che definisce il giudizio di merito comporta che, anche laddove la revoca venga pronunciata nel contesto di quest’ultimo, la sua anomala “collocazione topografica” (che non può determinarne la radicale nullità, sussistendo certamente il potere del giudice di provvedere in materia) non può neanche ritenersi idonea a mutarne la natura.
La relativa decisione non costituisce quindi un autonomo capo della sentenza di merito (ai sensi dell’art. 329, comma 2, c.p.c.), ma va considerata come se fosse stata emessa secondo la forma prescritta. Di conseguenza, il mezzo di impugnazione esperibile avverso la stessa resta in ogni caso quello suo proprio, e cioè l’opposizione da proporsi al capo dell’ufficio giudiziario del magistrato che ha disposto la revoca.
Una diversa soluzione finirebbe per alterare inammissibilmente la durata e la decorrenza dei termini, le condizioni e gli stessi limiti dell’impugnazione del (medesimo) provvedimento, a seconda che esso venga ad essere pronunziato con autonomo decreto o unitamente alla sentenza che definisce il merito, e finanche la struttura del relativo procedimento in unico grado (con possibilità del solo ricorso straordinario per cassazione avverso la decisione che definisce l’opposizione al decreto di revoca)».

Chiedi una consulenza legale su questo argomento

Massima tratta da: Estratto della sentenza

Leggi il testo completo della sentenza: Cassazione civile, sez. II, ord. 8 marzo 2018, n. 5535