L’indennità per la prestazione di lavoro aggiuntiva è dovuta solo se la retribuzione complessiva non è congrua

Cassazione civile, sez. lavoro, 15 dicembre 2015, n. 25246

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Nel caso in cui il lavoratore abbia svolto delle attività aggiuntive rispetto alle proprie ordinarie mansioni, reclamando un’indennità aggiuntiva rispetto alla retribuzione corrisposta «il giudizio di congruità della retribuzione va formulato prendendo in considerazione tutti gli elementi concreti del rapporto, da fornirsi da parte del lavoratore che lamenti l’insufficienza della retribuzione, e riguarda il trattamento economico complessivo corrisposto al lavoratore, non già singole componenti dello stesso.
Da detto principio discende che perché il prestatore possa pretendere ex art. 36 Cost., il pagamento della prestazione ritenuta aggiuntiva non è sufficiente la mera allegazione dello svolgimento di compiti ulteriori e di un criterio di calcolo per determinare il compenso di tale attività, ma è necessario fornire elementi tali che consentano di verificare la congruità del complessivo trattamento economico ricevuto rispetto al parametro di cui all’art. 36 Cost. (Cass. 3.6.2014 n. 12358). Infatti la Corte Costituzionale ha “reiteratamente chiarito che il giudizio sulla conformità di un trattamento all’art. 36 Cost., non può essere svolto per singoli istituti, né – può aggiungersi – giorno per giorno, ma occorre valutare l’insieme delle voci che compongono il trattamento complessivo del lavoratore in un arco temporale di una qualche significativa ampiezza (sentenze nn. 366 e 287 del 2006, n. 470 del 2002 e n. 164 del 1994)”(Corte Costituzionale 4.4.2012 n. 120)».
Va inoltre precisato che la prestazione lavorativa può essere considerata aggiuntiva solo qualora la mansione assegnata esuli dal profilo professionale, non già nella diversa ipotesi in cui, a fronte di un inquadramento che comporti una pluralità di compiti, il datore di lavoro, nell’ambito del normale orario, eserciti il suo potere di determinare l’oggetto del contratto dando prevalenza all’uno o all’altro compito riconducibile alla qualifica di assunzione.Cassazione civile, sez. lav., 15/12/2015, (ud. 17/11/2015, dep.15/12/2015),