L’indulto non va applicato alla pena soggetta a sospensione condizionale

Cassazione penale, sez. VI, 30 ottobre 2009, n. 41753

L’indulto non va applicato alla pena soggetta a sospensione condizionale

Riferimenti

L’indulto non può essere applicato ad una pena la cui esecuzione sia stata condizionalmente sospesa a norma dell’ art 153 c.p.
Il principio di diritto enunciato dalla sesta sezione penale è fondato sulla seguente duplice argomentazione:
L’indulto deve ritenersi applicabile solo sulle pene suscettibili di esecuzione prevalendo, a norma dell’art. 183 comma 2 c.p.p., le cause di estinzione del reato sulle cause di estinzione della pena.
Ed appunto l’indulto, che condona la pena inflitta, deve ritenersi beneficio meno favorevole rispetto alla sospensione condizionale della pena, che, a norma dell’art. 167 c.p., ovvero qualora il condannato non commetta altro reato della stessa indole ed adempia agli obblighi impostigli, può risolversi nell’estinzione del reato.
Inoltre, nella più ampia visione del tema secondo l’interesse del condannato, a questi evidentemente non giova l’applicazione dell’indulto sulla pena soggetta a sospensione condizionale.
Diversamente, concorrendo altri titoli esecutivi, ad essi l’indulto potrebbe essere applicato solo per la parte non eccedente i limiti stabiliti dal provvedimento di clemenza, detratta la pena stabilita nella sentenza che ne abbia contestualmente disposto la sospensione condizionale.

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