La pattuizione di interessi ultralegali non richiede specifica sottoscrizione ex. art. 1341 c.c.

Cassazione civile, sez. II, 27 aprile 2006, n. 9646

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La pattuizione di interessi ultralegali non richiede specifica sottoscrizione ex. art. 1341 c.c.

La S.C. è chiamata a dirimere il contrasto fra le sentenze emesse, nell’ordine, dal Tribunale e dalla Corte d’appello di Ancona, nel corso di un giudizio d’opposizione a decreto ingiuntivo.
La questione riguarda la determinazione della somma dovuta ed, in particolare, degli interessi pattuiti in misura superiore al tasso legale (nella fattispecie cinque punti oltre il tasso ufficiale di sconto) pur senza che la specifica clausola contrattuale sia stata specificamente e separatamente richiamata e sottoscritta dalle parti.
La Cassazione, respingendo il ricorso, esclude che le clausole, con cui viene stabilito in misura extralegale il tasso degli interessi moratori, possano essere incluse, seppur in via di interpretazione estensiva, tra quelle “vessatorie”, non sussistendo in tale ipotesi l’esigenza di tutelare il contraente per adesione in una situazione per lui particolarmente sfavorevole (v., tra le altre, Cass. 23 novembre 2001 n. 14912, in motivazione).
Ne deriva che la clausola del contratto per adesione, che prevede la corresponsione di interessi in misura superiore a quella legale, non rientra tra quelle che debbono essere specificamente approvate per iscritto a norma dell’art. 1341 c.c. stante la tassatività dell’elencazione di tali clausole contenuta nel comma 2 della medesima disposizione normativa.