Maltrattamenti in famiglia: la difesa è sempre gratuita

Cassazione penale, sez. IV, 23 novembre 2018, n. 52822

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Maltrattamenti in famiglia: la difesa è sempre gratuita

Il patrocinio a spese dello Stato per il reato di maltrattamenti in famiglia si applica anche ai procedimenti in corso

L’art. 76, comma 4-ter del D.P.R. n. 115/2002, introdotto dal D.L. 93/2013, prevede la possibilità per la persona offesa del reato di maltrattamenti in famiglia di essere ammessa al patrocinio a spese dello Stato a prescindere dai limiti di reddito.
Secondo la Suprema Corte la disposizione deve ritenersi applicabile non solo ai nuovi procedimenti ma anche a quelli già in corso.
E pertanto laddove il soggetto ammesso al patrocinio a spese dello stato abbia superato il limite di reddito nel corso del giudizio deve comunque trovare applicazione la norma di cui all’art. 76, comma 4-ter del D.P.R. n. 115/2002, che svincola il beneficio da limiti reddituali.

«La suddetta previsione se da un lato risulta applicabile alle nuove richieste di ammissione al gratuito patrocinio, nondimeno produce i suoi effetti anche in relazione alle richieste di gratuito patrocinio accolte sulla base della disciplina originaria in relazione a procedimenti penali che non siano esauriti, laddove l’ammissione al patrocinio risulta valida per ogni grado e per ogni fase del processo ai sensi dell’art. 75 stesso testo e la norma che esonera determinati soggetti dalla certificazione di determinati limiti reddituali non può che applicarsi a tutti i procedimenti in corso nel cui ambito sia già intervenuto un provvedimento di ammissione, sebbene con efficacia ex nunc in relazione agli anni di imposta successivi a quello di entrata in vigore della disposizione.
In assenza di una disciplina transitoria la naturale efficacia della norma sopravvenuta, avente rilievo processuale, e i cui effetti non sono diretti a regolare una specifica fase del procedimento di ammissione, ma a garantire una difesa tecnica, a spese dello stato, in ogni fase del procedimento (in base al richiamato art.75), non può essere confinata alle nuove ammissioni ma deve ritenersi estesa a tutti i momenti processuali, successivi alla sua entrata in vigore, ove l’interessato abbia maturato medio tempore il diritto a beneficiarne a prescindere da limiti reddituali i quali, come evidenziato dal combinato delle norme richiamate, costituiscono non solo condizione di ammissibilità della richiesta, ma altresì mutevole condizione per il mantenimento (pena la revoca) del beneficio».

4-ter. La persona offesa dai reati di cui agli articoli 572, 583-bis, 609-bis, 609-quater, 609-octies e 612-bis, nonche’, ove commessi in danno di minori, dai reati di cui agli articoli 600, 600-bis, 600-ter, 600-quinquies, 601, 602, 609-quinquies e 609-undecies del codice penale, puo’ essere ammessa al patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito previsti dal presente decreto (4) (5) .

Testo integrale della sentenza: Cassazione penale, sez. IV, 23 novembre 2018, n. 52822

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