La minore età del figlio implica lo stato di bisogno

Cassazione penale, sez. VI, 22 novembre 2018, n. 52663

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La minore età del figlio implica lo stato di bisogno e la responsabilità penale in caso di mancato mantenimento

Costituisce ius receptum, nella giurisprudenza della suprema Corte, il principio secondo il quale la minore età dei figli costituisce essa stessa, in via presuntiva, una condizione di bisogno, con il conseguente obbligo per i genitori di assicurare loro i mezzi di sussistenza (ex plurimis, Cass. sez. VI, n. 4372/2018; sez. VI, 38125/2018; sez. VI 18749/2015). Obbligo che non viene meno neppure nel caso in cui al mantenimento del minore provveda l’altro genitore o un terzo (ex plurimis, Cass. Sez VI, n 4372/2008; Sez. VI, n. 38125/2008).
Ne consegue che non va esente da responsabilità penale per violazione degli obblighi di assistenza famigliare (art. 570 c.p.) il genitore che ometta di versare l’assegno di mantenimento in favore del figlio minore, pur se al sostentamento dello stesso provvede l’altro genitore.