Notifica di atti del processo civile al collaboratore o testimone di giustizia

Cassazione civile, sez. unite, 21 dicembre 2018, n. 33208

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Le Sezioni unite sulla modalità di notificazione, in ambito civile, nei confronti di persone ammesse al programma di protezione speciale dei collaboratori di giustizia

«È legittima la notifica effettuata al collaboratore o testimone di giustizia presso la residenza risultante dai registri anagrafici con le forme degli art. 139 c.p.c., o art. 149 c.p.c., potendo il notificatario far valere con le forme processuali di rito la mancata conoscenza dell’atto allo stesso notificato a mezzo dell’addetto alla sua ricezione, individuato dalla struttura di protezione che lo ha in carico, spettando al prudente apprezzamento del giudice della controversia valutare ogni comprovato elemento al fine di accogliere, o meno, la richiesta di rimessione in termini.
Il notificante che abbia appreso dell’esistenza di un domicilio eletto dal collaboratore di giustizia o testimone ai sensi del D.L. n. 8 del 1991, art. 12, comma 3 bis, può legittimamente notificare presso tale domicilio gli atti processuali, potendo il notificatario far valere con le forme processuali di rito l’eventuale mancata conoscenza dell’atto allo stesso notificato a mezzo dell’addetto alla sua ricezione, individuato dalla struttura di protezione che lo ha in carico, avvalendosi della documentazione rilasciata dal Servizio centrale di protezione».

Massima tratta da: Estratto della sentenza

Testo integrale della sentenza: Cassazione civile, sez. unite, 21 dicembre 2018, n. 33208