L’amministrazione tributaria deve effettuare le notifiche presso il domicilio eletto dal contribuente

Cassazione civile, sez. V tributaria, 16 marzo 2011, n. 6114

L’amministrazione tributaria deve effettuare le notifiche presso il domicilio eletto dal contribuente

Riferimenti

Ai sensi dell’art. 60, lett. d) del D.P.R. n. 600 del 1973, è facoltà del contribuente quella di eleggere domicilio per la notificazione degli atti o degli avvisi che lo riguardano presso una persona o un ufficio nel comune del proprio domicilio.
Effettuata una valida elezione di domicilio – che deve risultare espressamente da apposita comunicazione effettuata al competente ufficio a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento ovvero con le previste modalità telematiche – non residua, per l’amministrazione tributaria, altra possibilità in sede di notificazione all’indirizzo del dichiarante per cui deve essere ritenuta viziata da nullità la notifica eseguita presso un luogo diverso dal domicilio eletto, quand’anche si trattasse del domicilio anagrafico fiscale del contribuente medesimo.
Osserva la Corte come, in ambito tributario, la funzione propria della notificazione, che è quella di dirigere l’oggetto della notifica verso il suo destinatario e di metterglielo a disposizione in modo da provocarne la presa di conoscenza, è amplificata nel segno della maggiore garanzia di conoscenza effettiva, atteso l’effetto che ne discende in rapporto all’atto contenente una pretesa impositiva.
Un principio che partecipa dei canoni di collaborazione, cooperazione e buona fede sottesi allo Statuto del contribuente e che trova chiaro riscontro nel dettato dell’art. 6 dello Statuto medesimo, che al primo comma espressamente dispone: ”L’amministrazione finanziaria deve assicurare l’effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati. A tal fine essa provvede comunque a comunicarli nel luogo di effettivo domicilio del contribuente, quale desumibile dalle informazioni in possesso della stessa amministrazione o di altre amministrazioni pubbliche indicate dal contribuente, ovvero nel luogo ove il contribuente ha eletto domicilio speciale ai fini dello specifico procedimento cui si riferiscono gli atti da comunicare. Restano ferme le disposizioni in materia di notifica degli atti tributari”.
Né a diversa conclusione può giungersi in forza della formula di chiusura dell’articolo sopra citato.
La corretta esegesi dell’art. 6, comma 1 resta nel senso che esso intende assicurare l’effettiva conoscenza di tutti gli atti destinati al contribuente, ancorchè restino “ferme le disposizioni in materia di notifica”.
Tale voluta solennità equivale a dire che lo Statuto ha inteso affermare che a tutti gli atti dell’amministrazione destinati al contribuente (finanche, quindi, a quelli notificati) deve essere garantito un grado di conoscibilità il più elevato possibile.

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