Il genitore naturale del minore può validamente opporsi all’adozione da parte del coniuge dell’altro genitore.

Cassazione civile, sez. I, 10 maggio 2011, n. 10265

Il genitore naturale del minore può validamente opporsi all’adozione da parte del coniuge dell’altro genitore.

Riferimenti

Anche in materia di filiazione naturale si applicano i principi dell’affido condiviso. Pertanto a seguito della separazione di una coppia di fatto o finanche nel caso in cui, come nella fattispecie, la coppia non abbia mai convissuto ed il figlio sia nato da una relazione breve e fugace, la potestà genitoriale è esercitata da entrambi i genitori e non solamente da quello con cui il figlio convive o abbia sempre convissuto.
Tanto consegue alle modifiche introdotte nel nostro ordinamento in tema di separazione dei genitori ed affidamento condiviso nel 2006 ed in particolare al disposto dell’articolo 4, 2 comma della legge 54/2006 che estende l’applicabilità delle disposizioni contenute nel provvedimento normativo anche ai procedimenti relativi ai figli di genitori non coniugati.
Le disposizioni dell’ art. 317-bis del codice civile sull’esercizio della potestà relativamente al figlio naturale,  devono quindi ritenersi implicitamente abrogate dalle disposizioni in materia di affido condiviso, tranne nella parte in cui detto articolo prevede che i genitori conviventi con il figlio esercitano la potestà genitoriale (“Se il riconoscimento è fatto da entrambi i genitori, l’esercizio della potestà spetta congiuntamente ad entrambi qualora siano conviventi” 1° comma, 1 cpv.; certamente abrogata la parte in cui è disposto che “Se i genitori non convivono l’esercizio della potestà spetta al genitore col quale il figlio convive ovvero, se non convive con alcuno di essi, al primo che ha fatto il riconoscimento”). Il principio della “bi-genitorialità” ha, infatti, informato di sé il contenuto precettivo della norma citata, eliminando ogni difformità di disciplina tra figli legittimi e naturali, cosicché la cessazione della convivenza tra genitori naturali non conduce più alla cessazione dell’esercizio della potestà.
Altra conseguenza di tale orientamento è che qualora, come nella specie, il genitore naturale non convivente si opponga all’adozione non legittimante del minore, richiesta dal coniuge dell’altro genitore, il giudice non potrà procedere all’adozione. Ciò anche nel caso in cui il genitore naturale non abbia mai convissuto con il figlio.
Permanendo infatti l’esercizio della potestà genitoriale anche nelle altre ipotesi di cui all’articolo 317-bis  cod.civ., ovvero anche al di fuori della convivenza,  il rifiuto dell’assenso all’adozione da parte del genitore naturale ha efficacia preclusiva dell’adozione, ai sensi dell’articolo 46 della legge 4 maggio 1983, n. 184, dovendo egli ritenersi comunque “esercente la potestà”, pur quando lo stesso non sia mai stato convivente con il minore.

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