Patteggiamento ed omessa condanna alla rifusione delle spese della parte civile. Ammessa la correzione dell’errore materiale in sentenza, salvo circostanze idonee a giustificare la facoltà di compensazione delle stesse.

Cassazione penale, sez. unite, 31 gennaio 2008, n. 7945

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Oggetto del contrasto segnalato è la seguente questione:
“Se, nel caso di mancata pronuncia sulle spese richieste dalla parte civile, sia esperibile la procedura di correzione di errore materiale ovvero l’unico rimedio sia l’impugnazione della parte contro tale capo della sentenza”.

Principio di diritto formulato dalla corte:

«La omissione di una statuizione obbligatoria di natura accessoria e a contenuto predeterminato non determina nullità e non attiene a una componente essenziale dell’atto, onde ad essa può porsi rimedio con la procedura di correzione di cui all’art. 130 c.p.p..
In tale ipotesi rientra, in tutti i casi in cui non emergano specifiche circostanze idonee a giustificare l’esercizio della facoltà di compensazione (totale o parziale) delle spese, la omissione della condanna dell’imputato alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile (che ne abbia fatto richiesta), in cui sia incorso il giudice nell’emettere sentenza di applicazione della pena concordata fra le parti, stante il carattere accessorio, rispetto al thema decidendum, della statuizione omessa, e la sua previsione normativa come conseguenza obbligatoria della pronuncia penale, richiedente, da parte del giudice, una mera operazione tecnico-esecutiva, da svolgersi sulla base di precisi presupposti e parametri oggettivi, di liquidazione dell’importo dovuto»
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