Produzione degli estratti conto al fine dell’insinuazione al passivo fallimentare

Cassazione civile sez. I, 3 dicembre 2018, n. 31195

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Ai fini dell’insinuazione al passivo fallimentare la banca è tenuta a dare prova dell’esistenza e dell’intera evoluzione del rapporto con il soggetto fallito tramite il deposito degli estratti conto integrali e ciò a prescindere dagli estratti inviati al fallito ed eventualmente approvati prima dell’apertura della procedura fallimentare.
A fronte di tale produzione sul curatore incombe il dovere di procedere a una verifica della documentazione prodotta dal creditore che si insinua al passivo e dunque di controllo delle emergenze dell’estratto conto secondo le risultanze in suo possesso.
Il curatore, eseguite le verifiche di sua competenza, ha altresì l’onere di sollevare specifiche contestazioni in relazione a determinate poste, in presenza delle quali la banca ha a sua volta l’onere di integrare la documentazione, o comunque la prova, del credito relativamente alle contestazioni sollevate.
Infine il giudice delegato o, in sede di opposizione, il Tribunale, in mancanza di contestazioni del curatore, è tenuto a prendere atto dell’evoluzione storica del rapporto contrattuale come rappresentata negli estratti conto, pur conservando il potere di rilevare d’ufficio ogni eccezione non rimessa alle sole parti, che si fondi sui fatti in tal modo acquisiti al giudizio.

Testo integrale della sentenza: Cassazione civile sez. I, 3 dicembre 2018, n. 31195