É reato il porto senza giustificato motivo di armi ad aria compressa

Cassazione penale, sez. I, 6 febbraio 2015, n. 10328

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Il porto senza giustificato motivo di armi ad aria compressa, anche di potenza inferiore a 7,5 joule, costituisce reato

Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale (Cassazione penale sez. I n. 13601/2011 rv. 249920, sez. I n. 27783/2006 rv. 234967), le armi ad emissione di gas o ad aria compressa, che sviluppano una energia cinetica inferiore a 7,5 joule, pur essendo escluse dalla categoria di quelle “comuni da sparo”, rientrano comunque nella categoria di “armi” a cui fa riferimento la Legge n. 110 del 1975, art. 4, comma 1, in quanto consentono l’utilizzo del relativo munizionamento e il lancio di oggetti idonei alla offesa alla persona.
Pertanto deve ritenersi che l’art. 4  della Legge n. 110 del 1975 sia applicabile ogniqualvolta sia ingiustificato il porto di un’arma a gas o ad aria compressa, la quale, pur sviluppando una energia cinetica inferiore a 7,5 joule, sia in grado di utilizzare il relativo munizionamento o di lanciare oggetti idonei alla offesa alla persona.

Si rammenta inoltre che, per quanto concerne le armi ad aria compressa che erogano un’energia cinetica non superiore a 7,5 joule, con D.M. Interno del 9 agosto 2001, n. 362 (G.U. n. 231 del 4.10.2001), è stato emanato uno specifico regolamento che ne disciplina l’utilizzo. In particolare, se l’acquisto delle armi ad aria compressa  è consentito senza autorizzazione, ai soggetti maggiorenni muniti di valido documento di riconoscimento, non ne è consentito il porto delle stesse senza giustificato motivo (art. 9, secondo comma: “Le armi … non possono essere portate fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa senza giustificato motivo. Non possono, inoltre, essere portate in riunioni pubbliche”).

L’utilizzo delle armi ad aria compressa che erogano energia non superiore a 7,5 joule è infatti consentito in poligoni o luoghi privati non aperti al pubblico, esclusivamente ai maggiori di età o a minori assistiti da soggetti maggiorenni, fatta salva la deroga per il tiro a segno nazionale (art. 9 D.M. 362/2001).
Il porto delle armi a “modesta capacità offensiva”, in altri termini, è escluso sia dall’art. 4 della L. n. 110/1975 che dall’art. 10 del D.L. n. 362/2001. L’art. 10 citato, infatti, consente il solo trasporto delle armi da esso contemplate, con la prescrizione che, durante il trasporto, esse debbono essere scariche ed in custodia. Il soggetto che effettua il trasporto deve, inoltre, usare la massima diligenza, il che vuol dire evitare di esibire pubblicamente l’arma o “portarla”.