Recupero crediti avvocati: le sezioni unite chiariscono quale sia il rito applicabile

Cassazione civile, sez. unite, 23 febbraio 2018, n. 4485

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Recupero crediti avvocati: le sezioni unite chiariscono quale sia il rito applicabile

A seguito dell’introduzione dell’art. 14 d.lgs. n. 150/2011, la controversia di cui all’art. 28 legge n. 794/1942 per la liquidazione delle spese degli onorari e dei diritti dell’avvocato nei confronti del proprio cliente può essere introdotta o con ricorso ai sensi dell’art. 702 bis c.p.c. o con il procedimento per decreto ingiuntivo ai sensi degli artt. 633 e ss. c.p.c.
Il ricorso ex art. 702 bis c.p.c. dà luogo ad un procedimento sommario “speciale”, disciplinato dal combinato disposto dell’art. 14 e degli artt. 3 e 4 del d.lgs. n. 150/2011 e dalle norme degli artt. 702 bis e ss. c.p.c., salve le deroghe previste dalle dette disposizioni del decreto
Anche nel caso del procedimento per decreto ingiuntivo ai sensi degli artt. 633 e ss. c.p.c., l’opposizione va proposta con ricorso ai sensi dell’art. 702 bis e ss. c.p.c., ferma restando l’applicazione delle norme speciali che dopo l’opposizione esprimono la permanenza della tutela privilegiata del creditore e segnatamente degli artt. 648,649 e 653 c.p.c.
Resta, invece, esclusa la possibilità di introdurre l’azione per la liquidazione dei compensi professionali sia con il rito di cognizione ordinaria che con quello del procedimento sommario ordinario codicistico di cui agli artt. 702 bis e ss. c.p.c.
Il rito indicato dall’art. 14 del d.lgs. n. 150/2011 deve ritenersi applicabile anche quando il cliente dell’avvocato non si limiti a sollevare contestazioni sulla quantificazione del credito alla stregua della tariffa ovvero verta sull’quantum debeatur, ma anche qualora sollevi contestazioni in ordine all’esistenza del rapporto, alle prestazioni eseguite ed in genere riguardo all’an debeatur.
L’esclusività del rito sommario cd. necessario o speciale, d’altronde, troverebbe conferma nella circostanza che il procedimento sommario, a differenza del previgente procedimento camerale di cui agli artt. 737 c.p.c. e 28 della l. n. 792/1942, presenta una struttura sostanzialmente compatibile con le garanzie del modello ordinario del processo di cognizione.
Ed infatti, sebbene la rubrica dell’art. 14 sia “Delle controversie in materia di liquidazione degli onorari e dei diritti di avvocato” nel corpo dell’articolo vi è il più generico riferimento ad onorari, diritti o spese spettanti ad avvocati, senza fare alcun riferimento al termine “liquidazione”. Da ciò deve desumersi che è possibile proporre con detto rito una domanda che involga non solo il profilo più strettamente liquidatorio, ma anche quello, a monte, relativo all’esistenza del rapporto professionale.

Art. 14 Decreto legislativo n.150/2011
Delle controversie in materia di liquidazione degli onorari e dei diritti di avvocato
1. Le controversie previste dall’articolo 28 della legge 13 giugno 1942, n. 794, e l’opposizione proposta a norma dell’articolo 645 del codice di procedura civile contro il decreto ingiuntivo riguardante onorari, diritti o spese spettanti ad avvocati per prestazioni giudiziali sono regolate dal rito sommario di cognizione, ove non diversamente disposto dal presente articolo.
2. È competente l’ufficio giudiziario di merito adito per il processo nel quale l’avvocato ha prestato la propria opera. Il tribunale decide in composizione collegiale.
3. Nel giudizio di merito le parti possono stare in giudizio personalmente. 4. L’ordinanza che definisce il giudizio non è appellabile.

Testo integrale della sentenza: Cassazione civile, sez. unite, 23 febbraio 2018, n. 4485