Risarcimento del danno per occupazione senza titolo di immobile altrui

Cassazione civile, sez. II, 7 agosto 2012, n. 14222

192
5.00 - 1 voto
Risarcimento del danno per occupazione senza titolo di immobile altrui

In caso di occupazione senza titolo di un immobile altrui il danno deriva dalla semplice perdita della disponibilità del bene da parte del proprietario

In caso di occupazione senza titolo di un cespite immobiliare altrui, il danno per il proprietario usurpato è in re ipsa ricollegandosi al semplice fatto della perdita della disponibilità del bene da parte del “dominus” ed all’impossibilità per costui di conseguire l’utilità normalmente ricavabile dal bene medesimo in relazione alla natura normalmente fruttifera di esso, ben potendo, in tale ipotesi, la determinazione del risarcimento del danno essere operata dal giudice facendo riferimento al cosiddetto danno “figurativo”, e, quindi, al valore locativo del cespite usurpato (tra le tante v. Cass. 6-11-2008 n. 26610; Cass. 11-2-2008 n. 3251; Cass. 8-5-2006 n. 10498; Cass. 18-1- 2006 n. 827; Cass. 29-1-2003 n. 1294; Cass. 5-11-2001 n. 13630).
Deve, tuttavia, rilevarsi che l’esistenza di un danno in re ipsa costituisce oggetto di una presunzione iuris tantum, che poggia sul presupposto dell’utilità normalmente conseguibile dal proprietario nell’esercizio delle facoltà di godimento e di disponibilità del bene insite nel diritto dominicale. Ne consegue, in particolare, che la presunzione in parola non può operare allorchè risulti positivamente accertato che il proprietario si sia intenzionalmente disinteressato dell’immobile ed abbia omesso di esercitare su di esso ogni forma di utilizzazione, non potendosi, in tal caso, ragionevolmente ipotizzare la sussistenza di un concreto pregiudizio derivante dai mancato godimento del bene per effetto dell’illecito comportamento altrui.

Massima tratta da: Estratto della sentenza