Il saluto romano omaggio ai camerati defunti non costituisce reato

Cassazione penale, sez. I, 7 giugno 2017 n. 28298

Il saluto romano omaggio ai camerati defunti non costituisce reato

Riferimenti

Deve escludersi la rilevanza penale del saluto romano quale omaggio ai camerati defunti non avendo alcuna finalità di restaurazione fascista

Deve escludersi la rilevanza penale di manifestazioni quali il saluto romano, la chiamata del presente e l’uso di croci celtiche che, pur essendo certamente di carattere fascista, sono poste in essere esclusivamente come omaggio ai camerati defunti oggetto di commemorazione, non avendo in tale contesto alcuna finalità di restaurazione fascista.
In linea con quanto affermato dalla Corte costituzionale (sent. n. 74 del 1958) il giudice di marito aveva ritenuto che le manifestazioni tipiche del disciolto partito fascista per avere rilevanza penale devono essere idonee alla “diffusione di concezioni favorevoli alla ricostituzione del partito fascista”. Ed inoltre che “le manifestazioni del pensiero e dell’ideologia fascisti non vietate in sé, attese la libertà di espressione e di libera manifestazione del pensiero costituzionalmente garantite, ma solo se possono determinare il pericolo di ricostituzione di organizzazioni fasciste, in relazione al momento e all’ambiente in cui sono compiute, e quindi se attentano alla tenuta dell’ordine democratico e dei valori allo stesso sottesi”.

Legge Scelba 645 1952 Divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista

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