Il diritto UE prevede sanzioni per le carni contaminate da salmonella in ogni fase del “periodo di conservabilità”, inclusa la vendita al dettaglio.

Corte di Giustizia UE, 13 novembre 2014, C. 443-13

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Il diritto UE prevede sanzioni per le carni contaminate da salmonella in ogni fase del “periodo di conservabilità”, inclusa la vendita al dettaglio.

Ai sensi del Regolamento CE n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare, la carne contaminata da salmonella è “inadatta al consumo umano”.
Nella sua sentenza odierna, la Corte di giustizia dichiara che le carni fresche di pollame contemplate dal diritto dell’Unione devono soddisfare il criterio microbiologico relativo alla salmonella in tutte le fasi di distribuzione, compresa quella della vendita al dettaglio.
A tal proposito, la Corte rileva che il criterio microbiologico si applica ai «prodotti immessi sul mercato durante il loro periodo di conservabilità». L’espressione “prodotti immessi sul mercato” si riferisce a prodotti alimentari (quali la carne fresca di pollame) detenuti a scopo di vendita, di distribuzione o di altre forme di cessione, in cui è ricompresa quindi la vendita al dettaglio. Inoltre, non imporre il rispetto del criterio microbiologico in tutte le fasi di distribuzione (compresa quella la vendita al dettaglio) significherebbe compromettere uno degli obiettivi fondamentali della legislazione alimentare, vale a dire il conseguimento di un elevato livello di protezione della salute umana.
La Corte di giustizia dichiara altresì che agli operatori del settore alimentare le cui attività attengono unicamente alla fase della distribuzione può essere comminata una sanzione pecuniaria per aver immesso in commercio un prodotto alimentare che non rispetta il criterio microbiologico.
Infatti, dal diritto dell’Unione risulta che gli Stati membri sono tenuti a determinare le misure e le sanzioni da applicare in caso di violazione della legislazione sugli alimenti e che tali sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.

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