Nella divisione ereditaria la stima del diritto di abitazione si effettua con i criteri del diritto di usufrutto

Cassazione civile, sez. VI, 5 giugno 2018, n. 14406

615
4.12 - 153 voti
Nella divisione ereditaria la stima del diritto di abitazione si effettua con i criteri del diritto di usufrutto

Nel giudizio di divisione di una comunione ereditaria, la stima del diritto di abitazione spettante al coniuge superstite può essere determinata attraverso i criteri di calcolo relativi al diritto di usufrutto.
Sebbene la disciplina dell’usufrutto e quella del diritto di abitazione divergano in parte, avendo l’usufruttuario facoltà maggiori rispetto a quelle del titolare del diritto di abitazione, tuttavia la divergenza di valore tra i due diritti non può non tenere conto anche delle peculiarità del bene sul quale viene a costituirsi il diritto di abitazione.

Nel caso di specie trattasi di un immobile pacificamente destinato a casa coniugale, e peraltro di una quota indivisa del bene, di talchè, tenuto conto della obiettiva attitudine del bene stesso a soddisfare le esigenze abitative del coniuge superstite, palesandosi del tutto inverosimile che il bene possa essere distratto da tale finalità, considerata anche la circostanza che si tratta di bene ad uso abitativo, risulta evidente che le utilità ritraibili dall’usufruttuario appaiono sostanzialmente identiche a quelle che può trarre l’abitatore, di modo che, le pur sussistenti differenze di disciplina, non appaiono tali da indurre a ravvisare anche una differente valutazione del diritto dal punto di vista della sua quantificazione economica.

Vedi anche: Calcolo del valore di usufrutto e nuda proprietà

Testo integrale della sentenza: Cassazione civile, sez. VI, 5 giugno 2018, n. 14406